Il legale dei Poggi: ‘I soldi di Stasi mai toccati, pronti a restituirli’ – Notizie – Ansa.it

Il legale dei Poggi: ‘I soldi di Stasi mai toccati, pronti a restituirli’ – Notizie – Ansa.it


I genitori di Chiara Poggi sono pronti a restituire i soldi, bloccati su un conto corrente e mai utilizzati, versati loro da Alberto Stasi. Non solo il dolore per una tragedia con cui è impossibile chiudere, l’amarezza per essere stati intercettati e la rabbia per le parole riservate loro dai carabinieri di Milano negli atti dell’indagine che punta il dito contro Andrea Sempio e scagiona l’ex fidanzato della figlia condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

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Ora riemerge anche una vecchia questione, accostata maliziosamente alla loro convinzione su chi abbia ucciso Chiara: il timore di dover dare indietro quel risarcimento. Ancora una volta mamma Rita e papà Giuseppe vengono tirati in mezzo. E, ancora una volta, a fare da ‘scudo’ è il loro storico avvocato, Gian Luigi Tizzoni. “E’ svilente immaginare che” l’aspetto economico “costituisca anche solo un remoto pensiero per la famiglia Poggi – ha spiegato ai cronisti il legale uscendo dal Palazzo di Giustizia milanese -. Per loro era prioritario l’accertamento della verità. Oggi qualcuno la vuole mettere in discussione e dunque nelle sedi opportune, quindi in aula, affronteremo questo tema”. “Si romanza molto su cifre folli – ha aggiunto -. I Poggi ad oggi sono arrivati a 350/400 mila euro, cifra importante e degna, da cui vanno scorporati i costi legali e dei vari consulenti e che ovviamente verranno restituiti. Io tuttavia mi soffermo a pensare che la famiglia Poggi anche oggi, in qualche modo, è costretta ad affrontare spese e disagi e lo fa serenamente perché l’aspetto economico non è prioritario”. Il legale, oltre a replicare di nuovo al ministro Nordio – “non ha colto nel segno soprattutto dove non sa o forse non conosce il dato che l’appello bis del 2014 non è stata una rilettura degli stessi elementi ma un’integrazione e un rifacimento processo” – ha parlato di “sconcerto” per il fatto che “c’è un condannato in carcere e un indagato per gli stessi fatti a piede libero”.

La combo mostra Andrea Sempio e Chiara Poggi


 

E si è poi soffermato sui tantissimi haters che negli ultimi mesi hanno preso di mira la famiglia Poggi, senza lesinare cattiverie e “fango” anche sulla giovane ragazza. Giudizi impietosi nei confronti di chi, come aveva detto tempo fa la madre, “non può difendersi”. Dall’anno scorso sono state sporte querele in tutta Italia per diffamazione aggravata e in alcuni casi persino stalking nei confronti di chi ha “insistito con argomenti usciti anche dalla fantasia più assoluta e che sono andati a incidere sulla vita delle singole persone. Hanno vissuto malissimo – ha proseguito Tizzoni parlando dei familiari di Chiara -. Sono stati aggrediti senza possibilità di replica come succede su queste trasmissioni su internet”, dove “non c’è un reale contradditorio. Sono talmente tante che diventa impossibile seguirle”.

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Tra gli atti depositati nell’inchiesta appena chiusa su Sempio, intanto, spunta un foglio ‘sospetto’ spillato sulla bozza della richiesta di archiviazione della prima indagine a suo carico. Un appunto di una decina di righe scritte a penna trovato dove non doveva stare, in un fascicolo del Nucleo informativo dei carabinieri di Pavia che all’epoca non aveva la delega per compiere accertamenti sull’amico di Marco Poggi. Appunti con correzioni a una bozza, anch’essa trovata là, della richiesta di archiviazione per il 38enne, poi “recepiti” nell’istanza definitiva degli allora pm. La Procura ora segnala che “sull’autore della scritta a mano” sono in corso accertamenti a Brescia, nel filone Garlasco sulla corruzione in atti giudiziari, dopo la trasmissione delle carte su questo ‘giallo degli appunti’ il 22 ottobre scorso.

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