Forum dei Cristiani di Terra Santa: ‘Un ebreo ha sputato sulla statua della Madonna’ – Notizie – Ansa.it

Forum dei Cristiani di Terra Santa: ‘Un ebreo ha sputato sulla statua della Madonna’ – Notizie – Ansa.it


Un nuovo episodio di intolleranza contro i cristiani a Gerusalemme è stato segnalato da Wadie Abunassar, coordinatore del Forum dei Cristiani di Terra Santa.

“Un altro episodio offensivo contro un simbolo cristiano da parte di un ebreo radicale: un partecipante alla ‘Processione delle Bandiere’ (pomeriggio del 14 maggio 2026) sputa sulla statua della Vergine Maria presso la Porta Nuova nella Città Vecchia di Gerusalemme. È urgente chiedere conto delle sue azioni e avviare un percorso di rieducazione”, scrive su X Abunassar postando il video in cui effettivamente si vede il gesto.
   

Padre Faltas: ‘A Gerusalemme ancora tensioni, basta oltraggi ai cristiani’ 

“Un ennesimo episodio che rivela il clima di tensione nella Città vecchia di Gerusalemme. Un altro video che dimostra il disprezzo nei confronti di segni, di statue, di simboli significativi della religione cristiana”. Lo sottolinea padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole di Terra Santa commentando l’episodio.

La statua della Madonna è posta molto vicino al complesso di edifici della Custodia di Terra Santa, all’ingresso della parrocchia di San Salvatore e alla sede degli scout di Gerusalemme, in una strada del quartiere cristiano molto frequentata da cristiani, ebrei e musulmani che si recano nei luoghi della propria fede, situati all’interno delle mura della città vecchia.

“La devozione alla Madre di Dio è molto diffusa fra i giovani cristiani – ricorda padre Faltas – ed è solito vederli rivolgere un saluto, una preghiera, un bacio a Maria mentre percorrono questa strada. Un gesto grave e irrispettoso che è avvenuto durante il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla devozione mariana, particolarmente praticata dai fedeli cattolici di Gerusalemme nella parrocchia di San Salvatore. La risposta dei giovani cristiani – riferisce il francescano della Custodia – è stata degna di chi rispetta valori e principi universali: all’odio non si risponde con l’odio ma si risponde con l’amore”.

Padre Faltas si chiede: “Fino a quando i nostri giovani avranno questa forza? Spero nell’intervento di chi può fermare questi episodi che ostacolano ogni tentativo di costruire percorsi di pace in Terra Santa e ovunque non si rispetti la vita e la libertà degli esseri umani”.

Palestinesi cacciati di casa per la costruzione di un parco a tema israeliano

In fondo a una valle ripida e densamente popolata, appena sotto le antiche mura di Gerusalemme, la terra è stata scossa nelle ultime settimane da martelli pneumatici e bulldozer. Questi sono i suoni di Gerusalemme da decenni, da quando lo Stato israeliano ha cercato incessantemente di imporre un’identità ebraica uniforme alla parte orientale occupata della città, cancellandone al contempo il carattere palestinese.

Secondo quanto racconta il Guardian nel quartiere di al-Bustan, all’ombra della moschea di al-Aqsa risalente all’XI secolo, il frastuono proviene da un progetto edilizio più recente: un parco a tema biblico chiamato Giardino dei Re, che si presume fosse il luogo in cui Re Salomone trascorreva il suo tempo libero tremila anni fa. Negli ultimi due anni, più di 57 abitazioni ad al-Bustan, parte del più ampio distretto di Silwan a Gerusalemme Est, sono state demolite e almeno altre otto sono destinate alla demolizione nelle prossime settimane.

Il parco è concepito come parte di un progetto archeologico in espansione, in gran parte guidato dai coloni, incentrato esclusivamente sul passato ebraico di Gerusalemme e focalizzato su quella che è stata chiamata la Città di Davide, nonostante molti archeologi israeliani ritengano che i resti visibili risalgano ad altre epoche, precedenti e successive al regno di Re Davide nell’età del ferro.

Il Comune di Gerusalemme non ha risposto a una richiesta di commento sulle sue azioni ad al-Bustan, ma ha dichiarato al sito di notizie +972 che il parco a tema “viene costruito a beneficio di tutti i residenti della città” e che le case di al-Bustan sono state costruite illegalmente. “Quest’area non è mai stata destinata a uso residenziale e il comune di Gerusalemme sta ora lavorando alla costruzione di un parco in una zona che soffre di una grave carenza di spazi pubblici aperti”, si legge nel comunicato. Il comune ha inoltre affermato di aver cercato “per anni di trovare una soluzione per i residenti che includesse anche un’alternativa abitativa, ma questi non hanno mostrato alcun serio interesse a raggiungere una soluzione”.

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