Garlasco, l’Anm: ‘No allo show, il processo è cosa molto seria’ – Notizie – Ansa.it

Garlasco, l’Anm: ‘No allo show, il processo è cosa molto seria’ – Notizie – Ansa.it


“Se Nordio, o il legislatore, o il Governo, vorranno affrontare il tema dell’impugnazione o meno delle sentenze, e avremo un testo davanti, come sempre saremo pronti a dare il nostro contributo tecnico”. E’ quanto afferma il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, commentando le parole del ministro della Giustizia, Caro Nordio, che nei giorni scorsi – in riferimento al caso Garlasco – aveva definito sbagliata e da cambiare la disciplina che dopo assoluzioni conformi può portare ad una condanna come nel caso di Alberto Stasi.

“La prima vittima del processo mediatico è il principio di non colpevolezza. L’indagato diventa un presunto colpevole in attesa di giudizio”. E’ quanto afferma il segretario dell’Anm, Rocco Maruotti, parlando a margine dell’assemblea generale dell’associazione.

“Va bene la cronaca giornalistica – ha aggiunto – i cittadini hanno diritto di essere informati, ma bisogna rifuggire dallo show perché il processo è una cosa molto seria misurano e si consumano diritti e sofferenze per cui bisogna trattare queste cose con grande delicatezza in questo caso specifico non entro nel merito alle vicenda dico peraltro che a mio giudizio i magistrati stanno facendo il loro lavoro, aspettiamo di conoscere gli esiti e poi valuteremo alla fine il lavoro che è stato svolto”.

    Per il presidente Giuseppe Tango “l’Associazione nazionale magistrati non è un quarto grado giudizio e non esprimerà mai una valutazione sul singolo caso concreto. Per il grande rispetto che si deve al lavoro di tutti coloro che si occupano di queste vicende”. Quanto alla “spettacolarizzazione” del processo “dovremmo chiederci tutti, se è un bene per qualcuno, e se soprattutto tutela davvero coloro che sono coinvolti in questa vicenda, soprattutto le vittime”, ha aggiunto. 

Il legale di Sempio: ‘Il padre di Andrea non ha mai detto che lo scontrino fosse della moglie’

“Non esiste la frase, che pur troviamo negli atti delle indagini, secondo cui Giuseppe, il papà di Andrea Sempio, afferma che lo scontrino l’ha fatto la moglie, anzi ironizzano su questa versione”: Liborio Cataliotti, difensore con Angela Taccia del 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, lo ha ribadito intervistato dal Tg1, ribadendo tutte le perplessità della difesa sulle trascrizioni dei soliloqui fatti da Andrea in auto, che intendono contestare. Una delle sei consulenze volute dalla difesa di Sempio riguarda proprio gli audio. Gli avvocati hanno incaricato un perito fonico che ha già iniziato le operazioni di filtraggio.

“Il nostro consulente – ha detto Cataliotti al TgR Lombardia – sta tentando di ripulire l’audio dei soliloqui di Andrea Sempio, in realtà coperti dal rumore di sottofondo che li rendono oggettivamente ben poco intellegibili e comprensibili”. E le trascrizioni avrebbero parole sbagliate. Oggi i legali li stanno esaminando assieme allo stesso Sempio, che ieri è stato intervistato a Quarto grado. “Ne abbiamo sentite una marea di robe che sono uscite, poi vai a rivedere e sono diverse da come vengono riportate, o audio che, se ascoltati meglio, in realtà dimostrano che dicevo un’altra cosa” ha detto lui stesso ribadendo di non aver ucciso Chiara. “Non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi” e “possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono, non cambia nulla. Siamo arrivati alla fine di questo percorso che va avanti da un anno e mezzo e questa è l’unica cosa buona”.

La madre di Sempio in due lettere a Stasi, ‘ci avete rovinato’

La madre di Andrea Sempio, Daniela Ferrari, ha scritto due lettere ad Alberto Stasi in carcere, la prima il 16 dicembre 2018, l’altra il 31 gennaio 2019. I testi sono stati resi noti ieri durante Ore 14 Sera, condotto da Milo Infante su Rai 2. Nella prima lettera la donna scrive tra l’altro che “negli anni ho lavorato come vigilatrice penitenziaria presso il carcere di Voghera, in molte celle c’era un cartello con scritto ‘con i soldi e l’amicizio lo metti in c… alla giustizia’. Quanto è vero. La mia famiglia pagherà per anni per qualcosa di ingiusto, mio figlio è innocente. Ci siamo riempiti di debiti per pagare gli avvocati, ci avete rovinati”. Nella seconda: “Ti ho scritto una lettera più di un mese fa alla quale come supponevo non ho avuto risposta però mi ha confermato che la giustizia italiana con te non ha sbagliato. Stai tranquillo, non ho intenzione di insultarti, ti basta guardarti allo specchio la mattina. Auguro solo a te e a tutti quelli che hanno fatto male alla mia famiglia e a mio figlio Andrea che Dio o il destino o la vita (chiamalo come vuoi) vi riservi né più né meno di ciò che vi siete meritati”. “Un consiglio per tua madre: signora? se quando guarda negli occhi suo figlio vede un innocente (come ha dichiarato in tele alle Iene) le consiglio una bella visita oculistica, ne ha bisogno, ma da un oculista bravo – ha continuato Daniela Ferrari nella lettera -. Se non ha i 120 euro per la visita glieli offro io. Ci siamo mangiati migliaia e migliaia di euro a causa delle vostre indagini difensive e da innocenti. 120 euro non mi cambieranno la vita. E se per caso ti venisse in mente di strumentalizzare queste due lettere per fare ancora qualcosa, sappi che le ho fotocopiate e sono state visionate da un avvocato. Addio”.

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