Trump parla con Netanyahu e avverte l’Iran: ‘Il tempo stringe’ – Notizie – Ansa.it

Trump parla con Netanyahu e avverte l’Iran: ‘Il tempo stringe’ – Notizie – Ansa.it


Sono ore di grande tensione in Iran con i mediatori che continuano a lavorare per trovare una soluzione diplomatica, mentre Donald Trump è tornato a minacciare Teheran che se non accetterà un accordo in tempi brevi del Paese “non resterà più nulla”.

Netanyahu, dopo una telefonata con il tycoon, si è detto pronto ad ogni scenario ma ha anche chiesto al presidente americano di prendere una decisione. Intanto, gli Emirati arabi uniti hanno denunciato l’attacco di un drone nei pressi di una centrale nucleare. Un’escalation del conflitto che le autorità emiratine definiscono “inaccettabile”.

“Per l’Iran il tempo stringe: è meglio che si diano una mossa – e in fretta! – altrimenti non rimarrà più nulla di loro. Il tempo è essenziale”, ha avvertito Trump che ha trascorso il weekend alla Casa Bianca tra riunioni con i suoi più stretti consiglieri e incursioni al campo di golf. Il presidente ha avuto un colloquio di circa mezz’ora con il premier israeliano su una possibile ripresa degli attacchi contro Teheran che, secondo quanto riferito dal New York Times sabato, sarebbero già in preparazione. ”Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità con l’Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare”, ha riferito dopo la telefonata Netanyahu che ha convocato i suoi principali collaboratori e ministri per una discussione sulla sicurezza nel suo ufficio a Gerusalemme. Bibi ha anche sottolineato che “ci sono molte possibilità” sugli sviluppi del conflitto e che “siamo preparati a qualsiasi scenario”.

Se la mediazione continua, non mancano i segnali di tensione: gli Emirati denunciando che un drone “proveniente da ovest” ha colpito un generatore elettrico vicino alla centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra, causando un incendio. Le autorità locali hanno assicurato che non si sono registrati feriti e non vi sono state ripercussioni sui livelli di sicurezza radiologica ma hanno condannato ‘l”attacco terroristico” come inaccettabile. In una nota, il ministero degli Esteri ha affermato che queste azioni rappresentano una pericolosa escalation, una minaccia diretta alla sicurezza del Paese e una flagrante violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e del diritto umanitario. Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha espresso “profonda preoccupazione” per l’attacco, in un messaggio su X.

“Qualsiasi attività militare che minacci la sicurezza nucleare è inaccettabile”, ha aggiunto il capo dell’agenzia Onu affermando di essere stato informato dagli Emirati “che i livelli di radiazione presso la centrale nucleare di Barakah rimangono normali e che non sono stati segnalati feriti”. Sugli sforzi per arrivare ad una de-escalation del conflitto hanno discusso in una telefonata il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud e quello del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani che ha poi parlato anche con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Il qatarino ha esortato tutte le parti a rispondere ai tentativi di mediazione in corso per affrontare le cause profonde della crisi attraverso il dialogo, puntando a un accordo duraturo che impedisca l’inasprirsi del conflitto. Ma Teheran continua a sostenere che Washington non ha offerto alcuna concessione. Secondo quanto riportato dall’agenzia Fars, affiliata ai pasdaran, gli Stati Uniti hanno chiesto il ritiro e la consegna di 400 kg di uranio arricchito, il mantenimento attivo di un solo sito nucleare e nessun pagamento dei beni congelati. Proposte che, secondo Teheran, anziché risolvere il problema, mirano a raggiungere obiettivi che gli Stati Uniti non sono riusciti a conseguire con la guerra senza concedere nulla di concreto all’Iran.

   

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