Il ricordo di Marco Pannella, a dieci anni dalla sua scomparsa – Notizie – Ansa.it

Il ricordo di Marco Pannella, a dieci anni dalla sua scomparsa – Notizie – Ansa.it


Non poteva che iniziare nel segno della contestazione la giornata dedicata alla memoria di Marco Pannella, in occasione del decennale della scomparsa dello storico leader radicale. Il primo appuntamento é alle 10:30 in via di Torre Argentina 76, davanti la storica sede del Partito, dove su decisione dei Radicali viene appesa con lo spago una targa di cartone.

Una cerimonia non ufficiale, in segno di protesta contro la decisione di Comune e Sovrintendenza di scegliere Palazzo Braschi per ospitare la lastra commemorativa, alla presenza di storici compagni di battaglie ed esponenti politici, come la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, il senatore del Partito democratico Filippo Sensi e la consigliera comunale Rachele Mussolini, promotrice di un’interrogazione proprio sulla questione.

L’iniziativa dei Radicali Italiani a 10 anni dalla scomparsa di Marco Pannella


 

“Porto nel cuore le sue battaglie per la dignità dei detenuti – spiega Colosimo -. Su tante altre cose magari abbiamo avuto posizioni diverse, ma la storia di Marco Pannella è una storia che ha incrociato in più occasioni anche la destra italiana e oggi, a maggior ragione come presidente dell’Antimafia, ho pensato che fosse un bel segnale essere qui per dire grazie a Marco per tutte le battaglie che ha fatto”.

Mentre si chiude la cerimonia, a Via della panetteria 15, davanti la storica abitazione del leader radicale, é in corso dalle dieci una sessione-fiume di commenti in ricordo di Pannella nella sede dell’associazione Nessuno tocchi Caino. Al microfono si alternano giornalisti come il direttore dell’Unità Piero Sansonetti, ex detenuti parte dell’associazione come Francesca Mambro e politici. Presente in sala anche il segretario di Italia Viva Matteo Renzi, che ricorda così Panella: ” Un personaggio politico, un leader, ma anche un uomo difficilmente etichettabile o catalogabile, le cui battaglie lo proiettano nel futuro”.

Una cerimonia in ricordo di pannella si è svolta anche alla Camera con un convegno e la presentazione del libro ‘Marco Pannella, la passione della politica’. Al convegno, organizzato dal deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova, intervengono Pier Ferdinando Casini, Luciana Castellina, Gianni Letta, Claudio Martelli, monsignor Vincenzo Paglia, Francesco Rutelli ed Emma Bonino, in collegamento.

L’iniziativa dei Radicali Italiani a 10 anni dalla scomparsa di Marco Pannella


 

Conclude il curatore del volume, Piero Ignazi. In sala, a seguire l’evento, diversi esponenti politici tra cui la segretaria del Pd Elly Schlein, il segretario di Più Europa Riccardo Magi, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e la deputata indipendente di Iv Marianna Madia.

 “Pannella è stato un tenace promotore delle sue idee, è andato spesso fuori dagli schemi per portare le sue battaglie al centro del dibattito pubblico in un’epoca di battaglie delle idee. Ha combattuto in maniera ardita utilizzando tutte le tecniche democratiche. È un lascito importante anche per chi non condivideva le sue idee. Quello, che invidio, era un dibattito per il futuro dell’Italia e Pannella era un insegnamento per tutti. La politica non bisognerebbe farla per narcisismo o per interesse, ma per il futuro del Paese e dell’Europa”, ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana nel suo indirizzo di saluto. 

Mattarella: ‘Pannella lascia un’eredità valori anche a chi non ha condiviso sue battaglie’

“Marco Pannella è stato una personalità politica che ha impresso un segno nella storia della Repubblica. Nel ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa, è riconoscibile il portato delle sue battaglie, condotte spesso da posizioni di minoranza ma capaci di attivare percorsi di innovazione e riforma”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 10° anniversario della scomparsa di Marco Pannella.

“Pannella è stato leader controcorrente, non convenzionale e, tuttavia, non inatteso. Portatore di un’interpretazione radicale del pensiero liberale, veniva da una lunga esperienza di leadership degli studenti universitari italiani. Portò la sua critica e le sue idee al centro del confronto pubblico anche con modalità inedite, ispirandosi alla lezione gandhiana: gli scioperi della fame e della sete, le pratiche di disobbedienza civile, le proteste non violente, aprendo così la strada a nuovi linguaggi e nuove forme di partecipazione”, prosegue Mattarella.

“Tra i fondatori e poi guida del Partito Radicale, più volte parlamentare italiano ed europeo, ha animato l’aula di Montecitorio anche con memorabili maratone oratorie dirette a sottolineare l’urgenza di problemi che non appartenevano all’agenda di quei tempi. Pannella ha legato il suo nome a campagne referendarie che hanno rappresentato svolte nella vita sociale, con l’uso dei referendum popolari come leva dell’azione politica. Il tema dei diritti civili, come espansione delle libertà costituzionali, ha costituito il filo che nel tempo ha legato le sue molteplici esperienze e alleanze”, dice ancora il Capo dello Stato.

“Il leader radicale fu uomo del dialogo, come nel caso delle decisioni che portarono a interventi straordinari della Repubblica per combattere la fame nel mondo, oltre che protagonista in passaggi delicati della vita delle istituzioni. Europeista tenace e convinto, coerente sostenitore dello Stato di diritto, irriducibile avversario della pena di morte, difensore della dignità dei detenuti, lascia un’eredità che riserva valori anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie”, conclude Mattarella.

La Russa: ‘Pur nelle differenze ho sempre riconosciuto in lui un interlocutore’

“A dieci anni dalla scomparsa di Marco Pannella ricordiamo una figura che ha segnato profondamente la vita politica e parlamentare della nostra Nazione. Uomo di battaglie, spesso controcorrente, ha vissuto la politica con passione, libertà e grande determinazione. Pur nelle differenze politiche, ho sempre riconosciuto in lui un interlocutore autentico, con cui condividere momenti di confronto e importanti riflessioni sui diritti e sul sistema carcerario. Martedì prossimo lo ricorderemo in Senato con un convegno promosso su iniziativa del senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, che ringrazio, insieme a tanti esponenti politici di diversi schieramenti”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

Per il presidente della Camera Lorenzo Fontana, “Marco Pannella è tra i protagonisti che hanno fortemente segnato la storia politica del nostro Paese. Sebbene la mia visione politica sia profondamente diversa dalla sua, va riconosciuto il ruolo di un leader che credeva nello strumento della democrazia diretta e nella centralità del Parlamento. A dieci anni dalla sua scomparsa, oggi alle 15.30, a Montecitorio, in sala della Regina, la Camera lo ricorderà in un evento dal titolo: ‘Marco Pannella, la passione della politica’, promosso dal deputato Benedetto Della Vedova”. 

+Europa, a dieci anni dalla morte di Panella continua la mobilitiazione per le carceri

“A dieci anni dalla scomparsa di Marco Pannella continuiamo la mobilitazione per lo Stato di diritto. Oggi insieme a Dario Zanotti ho effettuato una visita ispettiva alla Dozza di Bologna per far rivivere la sua storica lotta contro la violazione della Costituzione. Ringrazio la direttrice, il vicedirettore e gli agenti di Polizia Penitenziaria che gestiscono questa emergenza”. Lo dichiara Arcangelo Macedonio, membro della segreteria nazionale di Più Europa.

“I dati riscontrati sul posto fotografano un collasso non più tollerabile. Ci sono 829 detenuti, di cui 417 stranieri e 58 donne, su una capienza di appena 481 posti, oltre a 356 tossicodipendenti. Un sovraffollamento cronico – spiega – gestito da personale in acuta scarsità, che i 20 agenti arrivati ad aprile non bastano a colmare. Il no del governo alle pene alternative e al lavoro, garantito solo a una sparuta minoranza, produce un fallimento totale. Il 70 per cento dei detenuti torna a delinquere entro un anno e il 60 per cento è recidivo cronico, mentre chi impara un mestiere non torna a commettere reati e costa meno alla collettività”.

“Questo fa sì che lo Stato spenda risorse per produrre nuova criminalità anziché prevenirla, calpestando la dignità dei reclusi e costringendo le guardie a lavorare in condizioni insostenibili. Ricordare Pannella – conclude – significa esigere legalità, lavoro e misure alternative subito”. 

Il ricordo di Marco Pannella, a dieci anni dalla sua scomparsa

 

“Io penso che ci sia un rischio da evitare con Pannella: che se ne faccia un’icona troppo rassicurante. Marco non è mai stato una figura rassicurante: è stato una figura che ha disturbato, che ha scandalizzato, perché parlava delle cose che la politica rimuoveva dal dibattito. In particolare, il fatto che la nostra Repubblica è una Repubblica illegale se non rispetta la Costituzione, a partire dalle carceri, cioè i luoghi in cui lo Stato dovrebbe avere il controllo totale e invece sono luoghi che sono illegali perché violano i diritti delle persone.

Per questo è necessario, io penso, se si vuole davvero ricordare Marco Pannella, non la cartolina o l’icona rassicurante, bisogna ripartire dalla battaglia per l’amnistia e l’indulto e ridare al Parlamento italiano la possibilità di utilizzare questo strumento. Oggi il Parlamento italiano di fatto non ce l’ha più perché servono i due terzi per approvare un provvedimento di amnistia e indulto: bisognerebbe ricominciare riportando alla maggioranza assoluta dei membri il quorum necessario per approvarli”, ha affermato il segretario di +Europa Riccardo Magi.

Gualtieri: ‘Una piazza Marco Pannella davanti la casa circondariale di Rebibbia’

“La presenza di Marco Pannella, in tante dimensioni, é sopravvissuta e ha concorso ad ampliare e rafforzare una dialettica con altre storie e altre culture sulla legge come strumento per la difesa dei diritti. La questione dei diritti dei detenuti era e rimane drammatica, per questo é stato uno dei punti su cui ha insistito di più, spesso nel silenzio generale o aiutato solo da esponenti della Chiesa, unici coerenti sulla questione come lui. La qualità del diritto, e quindi del rispetto dei diritti, si misura a partire da dove è più difficile farli rispettare. Come amministrazione, ricorderemo Marco Pannella con una targa commemorativa a Palazzo Braschi e tra poche settimane, intitoleremo proprio nell’area antistante la casa circondariale di Rebibbia una piazza come Largo Marco Pannella. Noi volevamo fare la nostra parte come istituzione di una città così importante per Marco Pannella e dove il suo contributo, anche a livello nazionale, si è poi molto concentrato in modo evidente. Volevamo fare la nostra parte, ma al tempo stesso siamo contenti che ci sia una pluralità di forze e di soggetti che lo ricorda e che ci ricorda poi come questa battaglia sulla giustizia, sul diritto dei detenuti, sia centrale”. Lo afferma il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, nel corso dell’evento di commemorazione di Marco Pannella nella sede dell’associazione Nessuno tocchi Caino.

Il ricordo di Marco Pannella, a dieci anni dalla sua scomparsa

 

Nessuno tocchi Caino: ‘Nessun erede di Pannella, ma ispirati dalle sue idee’

“Questo é l’invito che ci ha fatto Marco Pannella. ‘Quando uno viene a mancare’ diceva ‘quel che importa non è quanto uno senta la tua mancanza, ma quanti sono coloro che della tua mancanza fanno una presenza’. Cosa vuol dire? Che le sue idee, il suo spirito, la sua visione non è che sono scomparsi con lui. Possono essere resi immortali da coloro i quali continuano a perseguire quelle idee, quei metodi e quelle visioni. Lui, prima di andarsene, ha detto: ‘Guai, oh, non vi distraete un attimo dal carcere’. Non distrarsi dal carcere significa non distrarsi dalla giustizia, non distrarsi dalla giustizia significa non distrarsi dallo Stato di diritto e quindi dalla democrazia e quindi dalla dalla libertà. È quello che stiamo cercando. Non ci sono eredi di Pannella, di Pannella ci sono quelli che, ispirati dalla sua azione, dal suo pensiero, dalla sua visione, cercano di rendere questo mondo, insomma, più giusto”. Lo afferma il segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino Sergio d’Elia.

“Il connotato di Nessuno Tocchi Caino è un’associazione non violenta. Pannella diceva, insieme a Maria Teresa Di Lascia, che l’unico coraggio che bisogna avere nella vita è quello di amare. E la non violenza è amore, anche nei confronti del tuo avversario, del tuo nemico. Vengono qui tutti gli schieramenti politici perché qui trovano la casa dell’accoglienza, della non violenza, del dialogo e quindi siamo transpartitici, come lui ha voluto che fossero le sue creature politiche”. 

Bonelli: ‘Dopo 10 anni la lezione di Pannella è ancora inascoltata’

“Dieci anni fa ci lasciava Marco Pannella, lo storico fondatore del Partito Radicale, protagonista di mille battaglie, dal divorzio all’aborto, dalla tutela delle condizioni dei detenuti alla lotta non violenta per i diritti civili e politici. Io non dimentico quando nel 1993, giovane consigliere Verde nella XIII Circoscrizione di Roma , quella di Ostia, ho avuto il privilegio di lavorare accanto a Marco Pannella, che ne era il presidente. Erano gli anni di Tangentopoli, anni in cui la politica italiana mostrava il peggio di sé, e lui era lì — con la sua irriducibile coerenza — a ricordare che la democrazia si difende ogni giorno, con le battaglie scomode, con la presenza, con il corpo se necessario. Ho imparato da lui cosa significa fare politica senza svendere le idee al consenso del momento. Quella lezione oggi è più necessaria che mai e più disattesa che mai. Dieci anni dopo, le sue parole sembrano scritte per il presente. Chi infatti pensa che il ricordo di Pannella sia solo nostalgia sbaglia. È attualità bruciante”. E’ quanto afferma Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. 

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