Ben Gvir umilia gli attivisti bendati, l’ira dell’Italia. Mattarella: ‘Trattamento incivile’ – Notizie – Ansa.it

Ben Gvir umilia gli attivisti bendati, l’ira dell’Italia. Mattarella: ‘Trattamento incivile’ – Notizie – Ansa.it


Questa volta Israele ha “superato la linea rossa”. O meglio, lo ha fatto il suo ministro più oltranzista, Itamar Ben Gvir. A far traboccare il vaso della pazienza internazionale è stato il video che il responsabile della Sicurezza nazionale del governo Netanyahu ha diffuso in mattinata sui suoi social: “Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo”, afferma Ben Gvir mentre, bandiera israeliana in pugno e ghigno di derisione, attraversa un hangar del porto di Ashdod dove sono stati radunati gli oltre 400 attivisti della Globlal Sumud Flotilla, tra cui una trentina di italiani, fermati la sera prima in acque internazionali al largo di Cipro e della Striscia di Gaza, dove erano diretti nel tentativo di rompere – come le missioni precedenti – il blocco israeliano e portare aiuti umanitari.

Il team legale dell’ong Adalah che ha fornito assistenza ai membri della Flotilla nel porto di Ashdod riferisce di aver raccolto dai detenuti “denunce relative a violenze estreme, umiliazione sessuali e gravi ferite da parte delle forze israeliane”, compresi “almeno tre casi di persone ricoverate in ospedale e successivamente dimesse”, “decine di partecipanti con sospette fratture alle costole e conseguenti difficoltà respiratorie”. Le testimonianze riportano “l’uso frequente di taser” e ferite “da proiettili di gomma durante l’intercettazione” in mare. Oltre agli “abusi fisici, i partecipanti sono stati sottoposti a gravi degradazioni, molestie sessuali e umiliazioni. A diverse partecipanti donne è stato strappato l’hijab dalle autorità israeliane”.

Video Attivisti Flotilla bendati e in ginocchio, Ben Gvir li deride

 

Le immagini con decine di persone bendate e inginocchiate, le mani legate e la faccia a terra, hanno suscitato lo sdegno di mezza Europa, a partire dall’Italia. Un “trattamento incivile” che “tocca un livello infimo di un ministro del governo di Israele”, sono le parole, durissime, del presidente Sergio Mattarella. Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno deciso di prendere subito posizione e convocare l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, per “pretendere le scuse” dello Stato ebraico e richiedere l’immediato rilascio degli italiani. Anche Francia, Canada, Olanda, Belgio e Spagna hanno intrapreso lo stesso passo, convocando gli ambasciatori d’Israele nei rispettivi Paesi e definendo, quasi all’unisono, “inaccettabili” le immagini e l’umiliazione riservata agli attivisti. Il premier spagnolo Pedro Sanchez chiederà all’Ue di sanzionare Ben Gvir: “A settembre ho annunciato il divieto di ingresso sul territorio nazionale di questo membro del governo israeliano. Ora proporremo a Bruxelles di elevare queste sanzioni su scala europea in maniera urgente”, ha annunciato Sanchez su X definendo “inaccettabili” le immagini del video diffuso dal ministro. “Non tollereremo che nessuno maltratti i nostri cittadini”, ha aggiunto.

 

Il Regno Unito si è detto “inorridito” e ha chiesto spiegazioni. Anche l’Ue: la Commissaria alla gestione delle emergenze Hadja Lahbib, si è schierata con gli arrestati: “Non sono criminali. Ma attivisti che cercano di portare del pane a chi ha fame. Nessuno dovrebbe essere punito per aver difeso l’umanità”, ha scritto su X invocando il rispetto del diritto internazionale umanitario. “Il trattamento degli attivisti della flottiglia nel video condiviso dal Ministro Ben Gvir è completamente inaccettabile, come indicato anche dai suoi stessi colleghi di governo. Pur opponendoci alle flottiglie per i rischi che comportano, ogni persona fermata deve essere trattata con sicurezza e dignità e in conformità al diritto internazionale” ha affermato sui social il portavoce del Servizio per l’azione esterna dell’Ue, Anouar El Anouni, chiedendo “al governo israeliano di garantire la protezione e un trattamento dignitoso a questi attivisti, tra cui diversi cittadini dell’Ue, e il rilascio rapido di tutti i detenuti”.

Perfino l’ambasciatore dell’alleato di ferro, l’americano Mike Huckabee, pur definendo la Flotilla “una stupida bravata” ha condannato gli “atti spregevoli” di Ben Gvir, accusandolo di aver “tradito la dignità della sua nazione”.

Le proteste sembrano isolare sempre più Benyamin Netanyahu, finora sopravvissuto all’indignazione internazionale di fronte alle stragi di decine di migliaia di civili a Gaza dopo il massacro del 7 ottobre da parte di Hamas, e alle precedenti reazioni muscolari alle diverse missioni della Flotilla, con abbordaggi in mare, arresti ed espulsioni. Tanto da fargli prendere le distanze da uno dei ministri che tiene in piedi il suo governo: “Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie di sostenitori di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti non è in linea con i valori e le norme di Israele”, ha dichiarato il premier in una nota, riferendo di aver “dato istruzioni di espellere i provocatori il prima possibile” in risposta allo stesso ministro che, nel video, gli aveva chiesto di consegnarglieli “a lungo” per “metterli nelle carceri dei terroristi”.

 

Ancora più irritato era stato poco prima il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar: “Tu non sei il volto di Israele”, gli ha rinfacciato in un post su X in cui ha definito la parata trionfante di Ben Gvir ad Ashdod, col sottofondo di inno nazionale, come una “vergognosa performance” con cui il ministro ha “consapevolmente arrecato danno al Paese”. “Hai vanificato gli enormi sforzi, professionali e di successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati dell’Idf ai dipendenti del ministero degli Esteri e molti altri ancora”, ha aggiunto Sa’ar che lavora incessantemente alla reputazione dello Stato ebraico agli occhi del mondo. Ma il leader di Potere ebraico non sembra voler fare alcun passo indietro. “Israele ha smesso di essere un bambino che prende schiaffi – ha replicato, sempre via social, a Sa’ar -. Non porgeremo l’altra guancia”.

 

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