“In un momento come questo serve unirsi. Io credo che l’Europa oggi debba fare un esercizio più importante: quello di unirsi per poter fare delle politiche economiche vere a sostegno delle industrie e delle imprese”. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, chiude il Festival dell’Economia di Trento rilanciando l’allarme degli industriali: “Non vogliamo delocalizzare le nostre industrie e deindustrializzare il nostro continente”.
L’attenzione è in queste ancora sull’evoluzione del conflitto in Medio Oriente: “Leggiamo dichiarazioni: apriamo, chiudiamo, chiudiamo, apriamo… speriamo che si riesca a trovare una soluzione per lo Stretto di Hormuz, perchè il capitolo dei costi dell’energia è una priorità”, oggi per le imprese è “un problema”. Il leader degli industriali parla a Trento due giorni prima dell’assemblea annuale di Confindustria.
“Coraggio”, dice, è una delle parole chiave che ripeterà nella relazione che terrà di fronte alla platea di industriali, politici, istituzioni. È attesa la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la partecipazione della premier Giorgia Meloni, a Roma alla Nuvola di Fuksas. L’allarme energia non potrà non essere ancora in primo piano: “Ne parleremo martedì, è un nodo per il Paese”, dice Orsini che invoca “un mercato unico europeo dell’energia” e lancia un appello a “tutti i partiti” perchè siano “tutti uniti” per la sperimentazione del nucleare di nuova generazione in Italia.
Perchè “se vogliamo sempre dire di no, rimarremo il fanalino di coda dell’Europa”. Con l’emergenza energia, “se il nucleare non lo vogliamo, se il fotovoltaico non lo vogliamo, se l’eolico non lo vogliamo, alla fine diventa un grande problema per i cittadini e, soprattutto, per le imprese”. A Regione, Province e Comuni l’appello è per le concessioni per le rinnovabili: “Quattromila licenze ancora attendono, e c’è un gran bisogno”.
Sul fronte dell’industria pesa oggi la crisi degli elettrodomestici e l’incertezza per l’automotive. “L’Europa nel 2025 ha perso un milione di lavoratori per colpa dei prodotti cinesi”, dice Orsini, che avverte: “Non dobbiamo fare le fabbriche cacciavite: arrivano scatole dalla Cina e noi le assembliamo”. Resta alto il pressing degli industriali contro gli ostacoli dell’Europa: “Ci sono settantadue richieste dalla Commissione Europea sul nostro decreto bollette per migliorare il costo dell’energia. Credo che sia una pazzia. Credo che sia un grande problema”.
Un cenno anche personale: quella da presidente di Confindustria “è una bellissima esperienza che mi ha cambiato la vita. Sono molto cresciuto stando tra i campioni della nostra industria”. Con l’intervista del direttore del Sole 24 ore Fabio Tamburini al presidente di Confindustria si chiude la cinque giorni del Festival dell’Economia di Trento organizzato dal gruppo Sole 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento: “Unendo le sinergie si riescono a fare cose meravigliose – rileva Orsini -: 45mila visitatori, oltre centotrenta relatori. Un successo”.
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