Le misure di bilancio contro lo shock energetico devono restare “temporanee e mirate” per evitare di alimentare inflazione e “mettere a dura prova le finanze pubbliche”: c’è il rischio che i mercati inneschino “una rivalutazione del rischio sovrano”.
E’ il messaggio della Bce che nota la presenza crescente di hedge fund fra i sottoscrittori del debito, in grado di “amplificare rialzi improvvisi del rischio sovrano”; il rischio di “effetti di trasmissione” dai treasuries statunitensi; i nuovi target Nato di spesa per la difesa; “deficit e debito persistentemente alti in alcuni Paesi dell’area euro, che limitano i margini di bilancio”. Non è solo la guerra in Medio Oriente a creare un effetto potenzialmente destabilizzante sui mercati: “gli annunci di dazi, fra pause e marce indietro, sono diventati una caratteristica strutturale dello scenario globale” e “l’incertezza sull’impegno dell’amministrazione Usa verso la cooperazione multilaterale aumentano il rischio di shock politici in grado di destabilizzare l’ordine internazionale e innescare una frammentazione geoeconomica”.
L’allarme arriva dalla Bce, che nel rapporto sulla stabilità finanziaria si sofferma anche sulle “minacce ibride”, specie se rivolte a infrastrutture critiche. “Sta crescendo rapidamente la possibilità – si legge – che attacchi cyber creino sconvolgimenti gravi e diffusi, con l’intelligenza artificiale, specialmente modelli Ia emergenti ‘di frontiera’, in grado di aumentare la portata e la velocità di attacchi lanciati da attori statali e non statali”.
Giusto ieri la Bce ha tenuto una riunione con le banche dell’area euro sotto la sua vigilanza per discutere i rischi, e le contromisure, posti da Mythos, il nuovo modello di Ia sviluppato da Anthropic, rilasciato a un numero limitati di organizzazioni principalmente americane e senza dare accesso a quelle europee, che sarebbe così potente da poter ‘bucare’ le attuali difese cyber delle istituzioni finanziarie europee.
La guerra in Medio Oriente “ha interrotto le forniture globali di energia e materie prime, indebolito le prospettive di crescita, fatto salire i prezzi energetici e l’inflazione”: le ripercussioni per la crescita e la stabilità finanziaria “si fanno tanto più gravi quanto più dura” il conflitto. Lo rileva il vicepresidente della Bce Luis d Guindos nell’introduzione al Rapporto sulla stabilità finanziaria. “I rischi per la cybersecurity e le minacce ibride a infrastrutture critiche sono in aumento in qusto clima geopolitico complesso”. I prezzi delle attività finanziarie, fra stress geopolitico ed elevata incertezza, “appaiono ancora sovrastimati” in prospettiva storica, lasciando “i mercati vulnerabili a una decisa correzione” che rischia di essere amplificata dalle istituzioni finanziarie non bancarie, esposte alla possibilità di richieste di rimborso e margin call in un contesto di elevata volatilità. E’ uno dei principali rischi richiamati da Luis de Guindos, vicepresidente della Bce, nell’introduzione al Rapporto sulla stabilità finanziaria, che evoca “la possibilità di un contagio da situazioni di stress nei mercati Usa”. Non sono esenti da rischi le banche: se hanno beneficiato di un decennio di miglioramenti su capitale e liquidità, “fronteggiano diversi rischi” fra cui quello di effetti indiretti dalla guerra in Medio Oriente, ad esempio tramite la loro esposizione ai settori dell’economia ad alta intensità di energia o più dipendenti dal commercio estero.
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