‘Le donne della Repubblica’, nella mostra ANSA ottanta anni di conquiste – LE DONNE DELLA REPUBBLICA – Ansa.it

‘Le donne della Repubblica’, nella mostra ANSA ottanta anni di conquiste – LE DONNE DELLA REPUBBLICA – Ansa.it


Dalle prime sindache elette nel 1946 alla recente approvazione della legge che introduce il reato autonomo di femminicidio. Ottant’anni di battaglie, trasformazioni sociali e conquiste legislative che hanno cambiato il Paese anche se ancora non abbastanza, perché la strada per arrivare ad una parità reale resta lunga e disseminata di ostacoli. E’ il senso degli interventi che hanno inaugurato la mostra “Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA. 1946 – 2026”, visitabile a titolo gratuito fino al 30 giugno al Complesso di Vicolo Valdina, in piazza Campo Marzio 42 a Roma. Dal primo luglio poi sarà ospitata all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, e una selezione delle foto il 2 giugno sarà proiettata su moltissimi edifici in Italia.

IL VIDEO – LA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA ALLA CAMERA

Un omaggio dell’agenzia, in occasione degli 80 anni della Repubblica, all’impegno di 135 donne, che sono solo un esempio dell’esercito di cittadine che ha combattuto nei decenni successivi al referendum per l’eguaglianza dei diritti. In 122 foto c’è il cammino difficile che hanno dovuto percorrere, descritto nella cerimonia inaugurale da tre delle donne rappresentate nell’esposizione: Samantha Cristoforetti, prima donna italiana a volare nello spazio, Rosa Oliva, che con il suo ricorso alla Consulta diede il via alle alte carriere per le donna nella pubblica amministrazione, e Debora Corbi, prima donna militare italiana. 

 

“Dal 1946 la presenza femminile nella società ha registrato progressi significativi accompagnati da profonde trasformazioni culturali e di costume”, ha detto nel saluto iniziale il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, rimarcando però che “diseguaglianze e discriminazioni persistono nella vita di tutti i giorni e continuano a pesare la grave ed inaccettabile violenza contro le donne nelle sue molteplici forme. Iniziative come questa assumono dunque un significato ancora più profondo. Non si limitano a raccontare il passato, ma richiamano le istituzioni, la politica e tutti noi a una precisa responsabilità, quella di dare piena e concreta attuazione al principio di parità di genere in ogni ambito della vita”.

Anche il presidente dell’ANSA, Giulio Anselmi, ha sottolineato che si tratta di un percorso ancora incompiuto. “Stiamo attenti a non esagerare con il trionfalismo – ha ammonito -, considerando le riforme sono un primo passo al quale molti ancora devono seguire. Solo poco più della metà delle donne oggi ha un impiego stabile, mentre sono sette su dieci gli uomini che lo hanno”. Anselmi ha ricordato, inoltre, che l’introduzione del reato di femminicidio “è certamente importante in questo percorso”, ma “i femminicidi non si sono ridotti e sono una delle piaghe di questo Paese”.

Video ‘Le donne della Repubblica’, Anselmi: ‘C’e’ ancora tanto cammino da fare’

 

L’amministratore delegato dell’ANSA, Stefano De Alessandri, ha sottolineato il ruolo dell’agenzia che “da 80 anni ogni giorno è impegnata a raccontare e testimoniare l’evoluzione di questo tema con l’obiettivo di informare, condividere e fare cultura”. “È un impegno – ha proseguito – che l’agenzia porta avanti anche come azienda al proprio interno e che ha recentemente trovato un riconoscimento formale con l’ottenimento della certificazione per la parità di genere e l’inclusione. L’abbiamo ottenuta tra le prime del nostro settore e speriamo di essere ispirazione per tutti”.

Video ‘Le donne della Repubblica’, De Alessandri: da sempre impegnati per la parita’ di genere

 

“Oggi forse alcuni risultati si danno per scontati, ma queste donne sono state protagoniste del cambiamento – ha affermato il direttore Luigi Contu -. Dalla prima donna sindaca di un paesino sardo, alla prima addetta alle pulizie di un comune, alla prima guidatrice di un autobus, alla prima minatrice del Sulcis, troverete personaggi che non erano noti ma che poi sono entrati nella nostra storia. Ogni volta che veniva approvata una legge o che una di queste persone otteneva quel risultato c’era un giornalista o un fotografo dell’ANSA a testimoniarlo”.

Video Inaugurata la mostra ANSA ‘Le donne della Repubblica’ con Samantha Cristoforetti

 

Cristoforetti, Oliva e Corbi hanno visitato la mostra, fermandosi ad ammirare i ritratti delle donne note e meno note che hanno, comunque, segnato la storia del Paese e facendosi immortalare davanti alle foto che le ritraggono. “Non ho mai vissuto come un obiettivo diventare la prima astronauta – ha raccontato Cristoforetti -, io volevo solo diventare astronauta, però sicuramente ho percepito fortemente che questa cosa ha avuto un impatto, proprio per la potenza dirompente e simbolica dello spazio, che poi penso che sia anche il motivo per cui è stata scelta la mia immagine”. “Ho alcune cose in comune con Samantha Cristoforetti e con Rosa Oliva – ha sottolineato Corbi -. Ci accomunano i sogni e le speranze. Negli anni 90 io ero una ragazza comune che aveva un sogno speciale e che sembrava irraggiungibile: vestire l’uniforme. Colgo l’occasione per ringraziare l’ANSA perché all’epoca i media erano i nostri alleati”. “E’ un’emozione bellissima – ha detto Oliva – è importante che donne e uomini e soprattutto ragazze e ragazzi siano consapevoli di come sia stato lungo e faticoso quel percorso che ha portato alla libertà sostanziale racchiusa nell’articolo 3 della Costituzione e come ancora sia disseminata di ostacoli e rischi la strada verso la parità, perché la posizione dell’Italia nel mondo non è ottimale. Ci dicono che occorreranno cinque generazioni per la parità reale, quindi un tempo infinito”. La mostra, che ha avuto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e dell’Anci, è stata realizzata in collaborazione con gli archivi di Cinecittà ed Istituto Luce.

Video ‘Le donne della Repubblica’, Corbi: ‘L’ingresso nell’esercito non e’ stato semplice’

 

LO SPECIALE

 

Video In 122 foto il cammino delle donne nella conquista dei diritti dal ’46 a oggi

 

Una delle prime magistrate: ‘Nuove generazioni credano in sé stesse, possono farcela’

“Le donne non potevano entrare in magistratura, e finalmente con la legge del 9 febbraio 1963 fu data questa possibilità, che cambiò radicalmente sia l’immagine del corpo della magistratura, sia, secondo me, il modo di fare giurisprudenza, quindi fu un momento molto significativo e molto importante”, ha raccontato all’ANSA Maria Gabriella Luccioli, una delle prime otto donne a entrare in magistratura in Italia e prima donna a essere nominata Presidente di sezione presso la Corte di Cassazione. “Quando entrai in magistratura ero completamente sola – ha ricordato -. Eravamo in otto, ma nel distretto di Roma c’ero solo io e quindi mi sono dovuta confrontare con ambienti sempre maschili, con tutto ciò che questo comportava in termini di attesa, perplessità, scetticismo, paternalismo odioso. E quindi bisognava dimostrare che quella ammissione era meritata, essere sempre bravissime, disponibili a tutte le esigenze dell’ufficio”. Com’è l’ambiente oggi? “Numericamente è completamente cambiato – ha affermato Luccioli -. Ora le donne sono il 57% del totale dei giudici e questo numero è destinato ad aumentare sempre di più, perché sempre più donne vincono il concorso, perché escono dall’università sempre più motivate. Quindi la femminilizzazione è stata molto rapida, però negli uffici dei vertici si avverte ancora una scarsa rappresentanza femminile. Quindi è importante ricordare questi ottant’anni di storia, così come credo sia fondamentale per le nuove generazioni credere in sé stesse e impegnarsi, perché ce la si può fare”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link