È negativo il test eseguito sulla dottoressa di Medici Senza Frontiere rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo, che era entrata in contatto con pazienti risultati positivi all’Ebola. “Si tratta di un medico chirurgo che non presenta sintomi, ma che ha comunque autorizzato l’esecuzione del test che è risultato negativo. Il test è stato effettuato allo Spallanzani di Roma dove la dottoressa si trova ora per la quarantena”, rende noto il ministero della Salute. La donna era arrivata nella notte allo Spallanzani, sta bene e non presenta sintomi. Rimarrà in osservazione fino all’8 giugno nel nosocomio romano. Lo confermano fonti di Msf.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera al Presidente di turno dell’UE Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richieda la massima attenzione”. L’obiettivo è sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite”.
La Commissione europea conferma “la ricezione della lettera della presidente Meloni” e sostiene che risponderà “a tempo debito”. “Ribadiamo che la tutela della salute pubblica è la priorità assoluta della Commissione. Stiamo seguendo da vicino l’evolversi della situazione, che richiede vigilanza e coordinamento”. Lo dichiara Eva Hrncirova, portavoce della Commissione, ricordando che l’Ue dispone di “canali e strumenti per agire rapidamente” e che “sta mobilitando aiuti, risorse logistiche, supporto di esperti e strumenti di sicurezza sanitaria per aiutare i paesi colpiti e ridurre il rischio di ulteriore trasmissione”. “I rappresentanti degli Stati membri in seno al Comitato per la sicurezza sanitaria – sottolinea ancora – si confrontano regolarmente anche sul tema della gestione dei viaggi dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda. La scorsa settimana il Comitato per la sicurezza sanitaria, in accordo con gli Stati membri, ha espresso un parere in cui si afferma che, in questa fase, la misura più importante da adottare è lo screening in uscita dalle regioni colpite”.
“Ci saranno probabilmente, come già è stato anticipato dalla stampa, un’ordinanza e una circolare che mettono in chiaro la valutazione del rischio e che consentono a ogni operatore sanitario e a ogni Regione di capire cosa deve fare se si trova di fronte a un caso”. Si tratta di “documenti che non devono innalzare il livello di paura o di allarme, sono documenti che tutelano i cittadini italiani”. Così Maria Rosaria Campitiello, a capo del dipartimento della Prevenzione, ricerca e emergenze sanitarie del ministero della Salute intervenendo a Unomattina.
“In questo momento la cosa cosa che dobbiamo dire a tutti i telespettatori è che non abbiamo nessun caso di ebola in Italia”, ha sottolineato. “Il ministero della Salute ha attivato un sistema di sorveglianza e prevenzione pronto, rigoroso, scientifico e non facciamo nessuno sconto per quanto riguarda la protezione e la sicurezza sanitaria dei cittadini italiani”, ha aggiunto Campitiello che ha ricordato che sul ministero della Salute è disponibile una sezione informativa dedicata all’infezione che vuole rispondere ai dubbi dei cittadini.
In risoluzione, invece, l’allarme Hantavirus. “Ci accingiamo alla fine anche di questo periodo”, ha detto Campitiello. “Non abbiamo nessun caso di Hantavirus in Italia; i viaggiatori che avevano avuto un contatto con pazienti sintomatici – anche quelli che hanno presentato qualche sintomo e sono negativi al test – stanno terminando la quarantena e la sorveglianza sanitaria attiva e oggi l’Hantavirus ha un rischio bassissimo”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
