Israele stringe la morsa sul Libano e affonda la sua offensiva avanzando in profondità, ben oltre il fiume Litani, dichiarando ‘campo di battaglia’ un’area fino a 50 chilometri dal confine con lo Stato ebraico.
Con il premier Netanyahu che annuncia di “estendere la presa” e l’Idf che martella il Paese, prima di un possibile nuovo cessate il fuoco che potrebbe essere annunciato martedì prossimo dagli Stati Uniti, al termine dei colloqui previsti a Washington tra delegazioni israeliane e libanesi.
La presa del castello di Beaufort, altura strategica che domina Nabatiye e le vie verso Tiro e Sidone, segna l’insistenza israeliana nel tagliare in due il Libano meridionale e isolare Hezbollah dalle sue retrovie. Il movimento sciita, tutt’altro che domato, mostra però di essere ancora in grado di colpire il nord di Israele: per ora la sicurezza del nord dello Stato ebraico diminuisce quanto più procede nel cuore del Libano l’avanzata militare israeliana.
In questo contesto, la Francia, alleata di Israele ed ex potenza coloniale in Libano, ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, convocata per domani pomeriggio, mentre il bilancio ufficiale libanese sale a 3.412 uccisi dall’inizio del nuovo round di guerra, il 2 marzo scorso.
Il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato che “nulla può giustificare la prosecuzione delle operazioni militari israeliane in Libano e un’occupazione sempre più profonda del territorio libanese”.
Sul terreno, l’esercito israeliano ha confermato di aver preso il controllo del castello di Beaufort, circa 25 chilometri oltre la linea di frontiera. La fortezza medievale domina uno degli affluenti del Litani e l’area di Nabatiye, ed è da secoli uno strategico punto di controllo militare.
La sua conquista permette alle forze israeliane di controllare le principali arterie tra Bekaa occidentale, Nabatiye, Sidone e Tiro, creando gravi problemi alla popolazione civile e alle linee di movimento di Hezbollah nel sud del Libano.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rivendicato l’operazione come un cambio di fase: “Ho dato istruzioni all’esercito di estendere la manovra in Libano. Hanno attraversato il Litani e conquistato Beaufort”, ha detto, ordinando di “consolidare ed estendere” la presa israeliana sui territori che, secondo Israele, erano sotto controllo di Hezbollah che, però, respinge la versione israeliana.
Il deputato Hassan Fadlallah ha affermato che il castello di Beaufort è un sito archeologico e non una postazione militare del movimento. Secondo Fadlallah, presentare la fortezza come obiettivo militare rientra nella narrativa israeliana usata per giustificare l’espansione delle operazioni nel sud del Libano.
L’esercito israeliano ha intanto ordinato l’evacuazione dell’intera area a sud del fiume Zahrani, circa 40 chilometri dalla frontiera. Questo mentre i raid israeliani sono proseguiti in diverse zone del sud e della Bekaa. Tre cittadini siriani, tra cui un bambino, sono rimasti feriti in un attacco contro una moto nell’area di Barak, vicino ad Adussiye, a sud di Sidone.
Altri bombardamenti hanno colpito Jebshit, Debbin, Abbassiye e l’area tra Smaiye e Maaliye, mentre l’esercito israeliano ha effettuato nuove demolizioni di edifici a Kunine, nel distretto di Bint Jbeil. Nella regione di Tiro, un attacco vicino all’ospedale Hiram ha ferito 13 membri del personale sanitario e causato gravi danni alla struttura, secondo il ministero libanese della Sanità.
Bombardamenti sono stati segnalati anche sulla catena montuosa orientale attorno a Nabi Shit, al confine con la Siria. Il governo di Beirut ha anche aggiornato a 3.412 il numero degli uccisi dall’inizio della nuova fase della guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo scorso.
I feriti sono 10.269, per un totale di almeno 13.681 vittime tra morti e feriti. Sul fronte diplomatico, fonti citate da media libanesi riferiscono che il segretario di Stato americano Marco Rubio potrebbe annunciare un nuovo accordo di cessate il fuoco dopo i negoziati politici in programma martedì a Washington. Una tregua era stata già annunciata il 17 aprile, ma non era mai stata realmente rispettata.
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