La morte della piccola Beatrice, Emanuel Iannuzzi si avvale della facoltà di non rispondere – Notizie – Ansa.it

La morte della piccola Beatrice, Emanuel Iannuzzi si avvale della facoltà di non rispondere – Notizie – Ansa.it


Emanuel Iannuzzi, 42 anni, arrestato con l’accusa di maltrattamenti da cui è derivata la morte di Beatrice, 2 anni, interrogato stamani dal gip di Imperia in sede di convalida dell’arresto si è avvalso della facoltà di non rispondere su consiglio dei difensori. “Non abbiamo ancora gli atti – ha detto l’avvocato – di conseguenza la scelta più logica è farlo avvalere. E’ sconvolto e sotto choc ma continua a dichiararsi innocente. Il non rispondere è dipeso dalla scelta difensiva”.

“Lui continua a dichiararsi assolutamente innocente e avrebbe voluto rendere le proprie dichiarazioni” hanno aggiunto gli avvocati Maria Gioffrè e Cristian Urbini.

Sui video e sul materiale che sarebbe stato estratto dai telefoni cellulari, i difensori precisano che a oggi “non abbiamo ancora avuto quei video. Tutti ne parlano, ma la difesa non li ha visti e non ne è materialmente in possesso. Non possiamo quindi tenere una linea difensiva né esprimere un’opinione su elementi che sono stati indicati come prove schiaccianti ma che allo stato non ci sono ancora stati consegnati. Nel pomeriggio dovrebbero arrivare quantomeno gli atti documentali, mentre i video arriveranno prossimamente”.

Quanto alle accuse mosse a Emanuel Iannuzzi, i legali ribadiscono la linea di prudenza: “Quelle sono le accuse sostenute dalla Procura sulla base di elementi che noi, ad oggi, non abbiamo ancora potuto esaminare. Abbiamo solo l’ordinanza. La prova si forma nel contraddittorio e, prima di valutare qualunque elemento, dobbiamo avere pieno accesso agli atti”.

Sul tritolo trovato nella disponibilità di Franco Iannuzzi, i difensori precisano soltanto che il possesso risalirebbe “a molto tempo prima” e che l’uomo ha reso dichiarazioni sul punto, ammettendo il possesso, ora al vaglio degli inquirenti. “Siamo ancora nella fase delle indagini preliminari – concludono i due avvocati – e non vogliamo fornire elementi che possano interferire con il segreto istruttorio”.

Il legale del padre biologico: ‘Ci aspettiamo che la procura modifichi il capo di imputazione e contesti omicidio volontario. L’ha trattata come un animale”

“Picchiare una bambina di due anni non è la stessa cosa che picchiare un adulto. Se si colpisce con ferocia e crudeltà una bambina così piccola, non si può pensare di non causarne la morte. Ci aspettiamo che eventualmente il capo di imputazione sia solo provvisorio: speriamo che la procura da ulteriori elementi che devono essere ancora depositati possa contestare quantomeno allo Iannuzzi l’omicidio volontario della bambina”. Lo ha detto Mario Ventimiglia, legale di Maurizio Rao, padre biologico della piccola Beatrice, la bambina di 2 anni massacrata di botte fino a morire la notte tra l’8 e il 9 febbraio nell’imperiese.

Ventimiglia ha parlato a margine dell’interrogatorio cui sarà sottoposto Emanuel Iannuzzi, 42 anni, che assieme alla madre di Beatrice, Emanuela Aiello, 44 anni, è accusato di maltrattamenti cui è seguita la morte della minore.

Rao, ha detto Ventimiglia “si aspetta che finalmente la madre dichiari la verità su quello che è successo e su ciò che ha comportato la morte della bambina”.

Parlando delle due sorelline di Beatrice, Ventimiglia ha detto che sono “sicuramente persone offese nel procedimento e verranno rappresentate da una figura nominata dall’autorità giudiziaria. Quanto ai rapporti tra Rao e Iannuzzi, il legale ha precisato che il padre biologico non conosceva l’uomo direttamente: “Ha avuto a che fare con lui solo una volta: Rao era già in carcere (l’uomo è detenuto per cumulo pena da fine 2025) e aveva ottenuto di sentire le bambine per telefono. Stava parlando con loro quando Iannuzzi ha strappato loro il cellulare e l’ha invitato in modo brutale a non chiamarle più”.

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