Flavio Cobolli al Roland Garros si prepara alla finalissima di oggi pomeriggio alle 15 contro il tedesco Alexander Zverev.
Cobolli è tornato ad allenarsi ieri mentre Mirra Andreeva si aggiudicava l’edizione 2026 del torneo femminile, incoronata regina di Parigi da Mary Pierce. La tennista russa ha superato la 24enne polacca Maja Chwalinska in due set con il punteggio di 6-3 6-2, conquistando il primo titolo Slam della sua carriera.
Rivalità sportiva a parte, Zverev e Cobolli hanno sviluppato un rapporto di amicizia negli ultimi anni. “È un grande giocatore e una grande persona”, ha commentato il tedesco numero 3 al mondo, dicendosi “felice per Flavio: questa è la sua prima finale Slam e se la merita”. Ma sulla terra rossa saranno anzitutto rivali. A 29 anni, il colosso di Amburgo cerca ancora il suo primo titolo Major dopo tre finali perse (US Open 2020, Roland Garros 2024, Australian Open 2025) e in molti ritengono che questa sia per lui l’occasione della vita. “L’unica cosa che posso controllare – dice Sasha – è il mio livello di gioco. Cercherò di esprimere il mio miglior tennis e di fare le cose giuste”. E ancora: “Quando giochi una finale Slam non è difficile affrontare un amico. Significa che entrambi avete raggiunto il punto più alto possibile del torneo. È bello condividere un momento del genere. Certo, poi in campo ognuno prova a battere l’altro”. Le ultime sei sconfitte del favorito sono arrivate tutte contro italiani. Una di queste porta la firma di Cobolli. Nell’anno in cui Roma e Parigi celebrano il 70/o anniversario del loro storico gemellaggio – sancito nel 1956 con il motto ‘Solo Roma è degna di Parigi. Solo Parigi è degna di Roma’ – sarà dunque un tennista capitolino a tentare l’impresa lungo le rive della Senna.
L’ultimo azzurro ad aver vinto il Roland Garros, esattamente 50 anni fa, è stato Panatta, chiamato oggi a consegnare la Coppa al futuro campione.
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