Caso Silvestro, La Russa chiede accertamenti ai senatori questori – Notizie – Ansa.it

Caso Silvestro, La Russa chiede accertamenti ai senatori questori – Notizie – Ansa.it


Il presidente del Senato Ignazio La Russa “ha appreso dalla stampa alcune circostanze riferite al senatore Francesco Silvestro. Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 67 del Regolamento e degli articoli 2 e 8 del codice di condotta, ha chiesto ai Senatori Questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza. A tal fine, il Presidente e i Questori si incontreranno martedì prossimo”. Lo riferiscono fonti della Presidenza del Senato. 

L’avvocato Roberto Guida, legale del parlamentare di FI, “in riferimento all’articolo uscito oggi su Repubblica a firma Conchita Sannino, il senatore Francesco Silvestro rappresenta il proprio stupore e dichiara la propria totale estraneità ai fatti. Chiarisce di non avere alcuna notizia della pendenza di un procedimento a suo carico. In ogni caso, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi. E si riserva ogni azione a tutela della propria reputazione e immagine”.

“Io non ho ricevuto nessuna carta, nessun atto di indagine. Vediamo. Poi ci divertiamo”. Così, in un’intervista a Repubblica, parla il senatore Francesco Silvestro di Forza Italia, accusato da una imprenditrice di una violenza sessuale avvenuta nel suo studio da parlamentare. In merito all’incontro con la donna che lo ha denunciato, Silvestro dice di ricordarlo, ma che “non è successo nulla. La signora me l’ha portata in ufficio un amico, servitore dello Stato, distaccato per lavoro al Senato”. La signora, ricostruisce Repubblica, “sostiene che lei ebbe una condotta totalmente fuori asse, fece prima allusioni sul vino che ‘fa perdere i freni inibitori’, poi le avrebbe usato violenza”. “Quando mai. Non ci pensi. Poi – risponde il senatore – modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale. Uno può dire quello che vuole.
Poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa”. Comunque, aggiunge, “la signora so che va anche da altri senatori, per vendere il vino”. Come vi lasciaste, quel giorno? “Normale. Lei disse che voleva andare a cena, poi invece non è venuta più” ha concluso il senatore.

L’articolo 67 del regolamento del Senato a cui si fa riferimento prevede, tra l’altro, che “per fatti di particolare gravità che si svolgano nel recinto del palazzo del Senato, ma fuori dell’Aula” il presidente può “investire del caso il Consiglio di Presidenza il quale, sentiti i Senatori interessati, può deliberare le sanzioni”, previste anche per i comportamenti vietati in Aula, che vanno dalla censura all’interdizione di partecipare ai lavori del Senato per un periodo non superiore a dieci giorni di seduta. Le deliberazioni adottate dal Consiglio di Presidenza sono comunicate all’Assemblea e in nessun caso possono essere oggetto di discussione.
Per quanto riguarda invece il codice di condotta, tra gli articoli richiamati, il numero 2 riguarda gli obblighi generali di condotta e prevede, tra l’altro, che i senatori agiscano “con disciplina ed onore, nel rispetto dei principi di trasparenza, integrità e responsabilità, al fine di prevenire qualsiasi azione o comportamento che possa compromettere il prestigio del Senato della Repubblica”. E “in nessun modo la carica di Senatore può essere utilizzata per ottenere vantaggi finanziari diretti o indiretti o altri benefici la cui accettazione potrebbe determinare una alterazione del principio della libertà di mandato di cui all’art. 67 della Costituzione”.
Secondo l’altro articolo, il numero 8, il Consiglio di Presidenza vigila sull’osservanza del Codice. E su richiesta del presidente del Senato, i presunti casi di violazione del Codice sono sottoposti all’esame del Consiglio di Presidenza che può delegare ai Senatori Questori il compito di procedere agli accertamenti istruttori necessari, in contraddittorio con il senatore interessato. Se negli accertamenti si rilevano “fatti di particolare gravità che rischiano di determinare una alterazione del principio della libertà di mandato ovvero possano compromettere il prestigio del Senato, il Presidente può investire del caso il Consiglio di Presidenza il quale, sentiti i Senatori interessati, può deliberare le sanzioni” previste dall’articolo 67 del regolamento del Senato. E contro le decisioni il senatore può fare ricorso alla Commissione Contenziosa.

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