Mondiali: Ancelotti verdeoro e Deschamps saluta, quanti assi in panchina – Mondiali 2026 – Ansa.it

Mondiali: Ancelotti verdeoro e Deschamps saluta, quanti assi in panchina – Mondiali 2026 – Ansa.it


L’ultimo valzer di Didier DESCHAMPS che lascia, carico di gloria, dopo 14 anni la Francia; la prima assoluta di Carlo ANCELOTTI, il tecnico più vincente del pianeta insieme a Pep Guardiola, che siede d’autorità sulla panchina più prestigiosa, quella del Brasile.  Il Mondiale d’America offre un panorama di campioni anche fra gli allenatori.

C’è di tutto: da chi corre per il titolo, come DE LA FUENTE, SCALONI, TUCHEL, NAGELSMANN e MARTINEZ ai veterani di mille battaglie, come BIELSA, QUIEROZ e ADVOCAAT, ancora in sella a 79 anni.

 

 

 

Tre i tecnici italiani

I più numerosi sono gli argentini (6), seguiti dai francesi (5), dagli spagnoli (4).

L’Italia, assente in campo per la terza volta consecutiva, è presente, oltre che con Ancelotti, con Vincenzo MONTELLA, alla guida della quotata Turchia che sta pilotando con perizia da tre anni, e con Fabio CANNAVARO, che ha accettato la scommessa Uzbekistan, a 20 anni dalla Coppa alzata a Berlino.

Ancelotti, assistente di Sacchi ai Mondiali 1994, ha vinto i titoli nei cinque campionati europei più importanti e si è lasciato sedurre dalla panchina di un Brasile che attende chi lo conduca al sesto titolo dopo un digiuno di 24 anni. 

Vincenzo Montella

 

Le vecchie conoscenze del campionato italiano

Ma altri tecnici hanno avuto a che fare con l’Italia: l’elegante Rudi GARCIA, che cerca gloria con un Belgio ricco di veterani prestigiosi, ha guidato la Roma e ha sposato una giornalista capitolina. Legati in qualche modo alla Lazio sono altri tre tecnici: il gentleman bosniaco Vladimir PETKOVIC in biancazzurro ha vinto la Coppa Italia nel derby e, dopo avere spopolato con la Svizzera, si è riciclato con l’Algeria.

Pregusta il bis il ct campione del mondo, l’argentino SCALONI, che è stato un difensore della Lazio per sei anni. Toccata e fuga invece per il creativo Marcelo BIELSA: dopo l’accordo non ha accettato l’incarico per carenze di mercato e divergenze con Lotito. ‘El Loco’, maestro di Guardiola con il suo temerario 3-3-3-1, ha guidato Argentina, Cile e ora dirige l’Uruguay.

Più ricco il curriculum di DESCHAMPS, alla Juve in campo e in panchina (a guidare il ritorno in A dopo calciopoli). Con la Francia è vincitore di un mondiale da giocatore e da tecnico, e il suo obiettivo è riscattare la finale persa ai rigori in Qatar.

Rudi Garcia

 

 

 

I veterani ed i predestinati

Oltre all’argentino BIELSA ci sono veterani portoghesi e olandesi. Carlos QUEIROZ è alla sua ottava panchina di una nazionale: le altre esperienze iridate sono state con Sudafrica, Portogallo e tre volte con l’Iran. A 73 anni, col Ghana sarà forse il suo canto del cigno. Un altro giramondo è il 79/enne Dick ADVOCAAT, in panchina da 40 anni e che, dopo avere girovagato al timone di otto nazionali, bagna il debutto di Curacao.

C’è poi la pattuglia dei favoriti, oltre a SCALONI, ANCELOTTI e DESCHAMPS. DE LA FUENTE cerca il bis con la sua Spagna; NAGELSMANN ha grande fiducia nella Germania di Musiala e Havert; il tedesco TUCHEL è consapevole delle enormi potenzialità dell’Inghilterra di Kane, Bellingham e Rice; lo spagnolo Martinez, dopo i fasti col Belgio 2018, prova col Portogallo di Ronaldo a dare un seguito alla vittoria nella Nation League 2025.

Tra i tecnici più noti ci sono anche il tedesco RANGNICK, al timone dell’Austria e in odore di Milan; l’ex libero goleador, ‘Rambo’ Ronald KOEMAN, allenatore dell’Olanda; lo ‘sceriffo’ POCHETTINO, argentino di origine piemontese, un passato importante con Tottenham e Psg, ora alla guida degli Usa padroni di casa.

Didier Deschamps parla con Olise

 

 

 

Le curiosità

 E’ sempre in sella al Giappone MORIYASU, che in Qatar inflisse un ko a Germania e Spagna prima di arrendersi agli ottavi ai rigori con la Croazia.

Hajime Moriyasu

 

La Corea del Sud è guidata da HONG MIUNG-BO, difensore presente in 4 mondiali e capitano negli ottavi del 2002 persi dall’Italia tra mille polemiche per il disastro combinato dall’arbitro Moreno. Era invece fuori per infortunio il difensore Tony POPOVIC, ora ct dell’Australia, nella sfida dei mondiali 2006 con l’Italia e decisa da un rigore di Totti allo scadere.

Il tecnico norvegese Stale SOLBAKKEN, qualificatosi direttamente dopo il 4-1 sull’Italia, dovette interrompere la carriera da giocatore nel 2001 per un infarto in allenamento, rimanendo clinicamente morto per sette minuti. Il suo cuore riprese a battere in ambulanza e dopo l’impianto di un pacemaker ha intrapreso un’ottima carriera da allenatore. La sua Norvegia, vincitrice del girone con gli azzurri, è attesa tra le sorprese del Mondiale.

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