I predicatori di strada evangelici, tratto caratteristico delle strade di Seattle, sono pronti per la prova Mondiali, un’occasione storica per diffondere la parola di Dio con i loro potenti autoparlanti, oggetto da mesi di violente critiche. Con 750.000 tifosi che si preparano a invadere la città – molti dei quali provenienti da paesi musulmani come Iran, Egitto e Qatar -, i predicatori vestiti in nero non intendono lasciarsi sfuggire l’opportunità di ricordare a tutti che se non si pentiranno ad attenderli c’è la dannazione eterna.
La presenza dei predicatori di strada evangelici è ormai fissa durante i grandi eventi pubblici che si svolgono a Seattle suscitando l’ira di squadre sportive e organizzazioni culturali.
I loro autoparlanti portatili sono infatti molto potenti e spesso in grado di sovrastare concerti, festival e partite.
Finora nessun reclamo è riuscito a fermarli. “Dio ci mette dove dobbiamo essere” ha detto al New York Times Justin Symons, predicatore di Gospel Invasion Ministries. Ma al di là dei piani di Dio, per il consiglio comunale di Seattle la loro presenza durante i Mondiali è un grattacapo. “Stiamo per dare il benvenuto al mondo e questo è quello che vedono”, ha lamentato Rob Saka, uno dei rappresentanti comunali del distretto dello stadio di Seattle. Le autorità hanno le mani legate e non possono intervenire perché farlo significherebbe violare la libertà di espressione. Mentre le polemiche impazzano, la speranza di molti è che un’ordinanza del sindaco in extremis riesca quantomeno a far abbassare il volume degli autoparlanti e consentire a tutti di godersi il calcio di inizio. .
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