Meloni: “Patentino antifascista per gli editori? E’ censura” – Notizie – Ansa.it

Meloni: “Patentino antifascista per gli editori? E’ censura” – Notizie – Ansa.it


“Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il “patentino antifascista”, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono. La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni. 

Bonelli: ‘Meloni nega antifascismo per prendersi il voto dell’estrema destra’

“L’antifascismo è il valore fondante della nostra Costituzione e quindi della nostra democrazia. Negarlo, come ha fatto la Presidente del Consiglio con il suo post su X, significa non accettare le basi costituzionali del nostro ordinamento democratico. E questo è gravissimo. Non è un caso che quel post arrivi il giorno dopo la manifestazione scandalosa sulla cosiddetta ‘remigrazione’, organizzata da CasaPound, Fronte Skinheads e Fortezza Europa, e a ridosso del congresso di Vannacci. Con il post di oggi Giorgia Meloni ha deciso di rincorrere il voto dell’estrema destra e fascista, e per farlo non si fa scrupoli di voltare le spalle alla nostra Costituzione e a chi ha dato la vita per consegnarci la democrazia. Ieri per le strade di Roma sono risuonati slogan inascoltabili: ‘immigrato pezzo di merda’, ‘musulmano pezzo di merda’, ‘l’antifascismo è mafia’, ‘viva il Duce’. Di fronte a tutto questo, Giorgia Meloni ha ritenuto di non dover pubblicare alcun post, alcun comunicato, alcuna parola di condanna. Eppure oggi trova il tempo per difendere chi non vuole sottoscrivere una dichiarazione antifascista per partecipare a una fiera dell’editoria. Ricordi Giorgia Meloni le parole di Sandro Pertini: ‘Il fascismo non è un’opinione, è un crimine.’ Pur di prendersi i voti dei fascisti e dell’estrema destra è pronta a tutto, anche a voltare le spalle alla nostra Costituzione e alla memoria di chi ha dato la vita per la libertà e la democrazia di questo Paese.” Così Angelo Bonelli, deputato AVS, co-portavoce di Europa Verde.

Vannacci: ‘Meloni sul patentino antifascista ha ragione a parlare di censura’

La premier Giorgia Meloni “ha perfettamente ragione” nel definire ‘censura’ il cosiddetto patentino di antifascista previsto per partecipare alla fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, “perché in un Paese dove la libertà di espressione è nella Costituzione, questa libertà di espressione non deve essere soggetta ad alcun patentino, sia esso di antifascismo o di anti non so cosa. Se io domani volessi fare l’elogio della monarchia, non vedo perché non potrei farlo, visto che è una libertà di espressione”. Così il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci nel punto stampa a margine dell’Assemblea costituente del partito in corso a Roma. “A me non piace vivere in un Paese dove per parlare ti devi dichiarare che sei di una parte piuttosto che dell’altra – ha aggiunto – a me piace vivere in un Paese dove le espressioni che vengono esternate vengono giudicate sulla base delle argomentazioni e non sulla base dei divieti o della censura. Fintanto che queste espressioni rientrano nella legalità, quindi non devono essere diffamatorie, ingiuriose o offensive, io ho sempre anche espresso l’idea – e questa è la posizione di Futuro nazionale – che i diritti di opinione non debbano esistere. Non si può condannare una persona per le idee che porta, perché la legalità si esplica nell’ambito delle azioni e non dell’opinione, altrimenti dovremmo inventarci la polizia del pensiero di orwelliana memoria. Fintanto che si parla, ognuno è libero di esprimere quello che vuole”.

Conte: ‘La polemica di Meloni sulla fiera del libro e l’antifascismo è surreale’

“Nulla da dire e da fare sull’inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto, con progetti fallimentari e 13,5 miliardi bloccati ma che sarebbero utili per infrastrutture, scuole, sanità. Fallite, ritirate o bocciate dai cittadini le riforme su giustizia e sanità, mentre esplodono le code sia in tribunale che in ospedale. Vertici internazionali vitali per i nostri interessi con la sedia dell’Italia che rimane vuota perché preferisce presentare un francobollo o la escludono. E allora Meloni va sull’usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull’antifascismo. Giustamente oltre all’ossessione nei miei confronti adesso ha l’ossessione per Vannacci, che cresce grazie ai suoi fallimenti e ai suoi tradimenti. Un piccolo quesito: ma quando si occupa dell’Italia, del carovita e delle aziende che chiudono? Quattro anni zero riforme”. Lo scrive su facebook il leader M5s, Giuseppe Conte.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link