Marc Marquez su Ducati ufficiale ha vinto il Gran Premio della Repubblica Ceca. Sul circuito di Brno, il campione del mondo ha preceduto l’Aprilia Trackhouse di Ai Ogura e l’altra ‘Rossa’ di Francesco Bagnaia, terzo. Quarta la Ducati VR46 di Fabio Di Giannantonio. Solo nona l’Aprilia ufficiale di Jorge Martin che ha dovuto scontare un doppio long lap penalty per l’incidente innescato al via in Ungheria. Non partito il leader del Mondiale Marco Bezzecchi squalificato per aver spinto e colpito un marshall dopo la caduta nella sprint.
Bezzecchi squalificato a Brno ‘chiedo scusa a tutta la comunità del Circus’
“Vorrei porgere le mie scuse a tutta la comunità della MotoGP per il gesto che ho compiuto nei confronti del marshall (un commissario di gara in pista) a bordo pista”. Il giorno dopo la squalifica, per aver spinto e colpito un marshall, che non gli permetterà di correre il Gran Premio della Repubblica Ceca classe MotoGp a Brno, Marco Bezzecchi chiede scusa sul suo profilo Instagram: “Mi dispiace – ha aggiunto il pilota della Aprilia leader del Mondiale – anche perché so quanti impegni e sacrifici i marshall fanno per garantire la nostra sicurezza. Questi comportamenti non devono accadere e non hanno giustificazioni. Mi scuso con tutti, Aprilia Racing e i miei tifosi”.
MotoGp: spinte ai commissari, l’Aprilia fa ricorso ma viene respinto
Colpo di scena al Gran Premio di Brno di MotoGp: Marco Bezzecchi non prenderà parte alla gara quanto “ha spinto un marshall”, ovvero un commissario di gara in pista, dopo la sua caduta nella Sprint. Il pilota dell’Aprilia è stato squalificato in base al regolamento e così salterà il Gp della Repubblica Ceca. Bezzecchi, che sarebbe dovuto partire dalla quarta posizione al via, rischia di perdere la testa del mondiale: basta infatti che il compagno di squadra Jorge Martin salga sul podio per superarlo in classifica.
L’Aprilia ha presentato ricorso contro la squalifica ma è stato respinto e Marco Bezzecchi non correrà il gp di Brno. I giudici d’appello hanno confermato la squalifica comminata al pilota leader della classifica mondiale della MotoGp. Sebbene sia stato riconosciuto che “i piloti coinvolti in incidenti possano provare frustrazione, delusione e una forte carica emotiva nell’immediatezza dell’accaduto – si legge nel dispositivo -, tali circostanze non possono giustificare né scusare atti di aggressione fisica nei confronti del personale del circuito nell’esercizio delle proprie funzioni ufficiali. I principi di condotta sportiva impongono a tutti i partecipanti di trattare sempre con rispetto ufficiali di gara, commissari e volontari. Qualsiasi contatto fisico di natura aggressiva nei confronti di un addetto alla sicurezza del circuito costituisce una grave violazione di tali standard e mina quel rapporto di fiducia e rispetto reciproco su cui si fonda la gestione sicura del campionato”.
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