Trump allo scontro con i repubblicani, non firma la legge bipartisan sulla casa – Notizie – Ansa.it

Trump allo scontro con i repubblicani, non firma la legge bipartisan sulla casa – Notizie – Ansa.it


Donald Trump apre il fronte interno dopo aver archiviato, più o meno, quello esterno contro l’Iran. Dopo che il Senato gli ha dato un simbolico schiaffo proprio sul conflitto in Medio Oriente rispolverando una risoluzione che non veniva applicata dai tempi di Richard Nixon, il presidente americano ha annullato la cerimonia per la firma di una legge bipartisan sui costi delle case.

E, a pochi mesi dalle cruciali elezioni di medio termine, prova a rilanciare la sua immagine con un mega comizio a Washington in occasione dei 250 anni degli Stati Uniti. “La conferenza stampa e la cerimonia per la firma della legge sull’edilizia abitativa sono cancellate fino all’approvazione del Save America act”, ha annunciato il tycoon subito dopo aver criticato il provvedimento approvato a larga maggioranza sia alla Camera che al Senato e che contiene oltre 45 disposizioni per intervenire sui costi delle abitazioni arrivati alle stelle.

 

 

Trump ha poi intimato ai “repubblicani cattivi” di dare il loro appoggio alla sua legge, quella che mira a modificare il sistema di registrazione per il voto ed impedire ai non cittadini di votare nelle elezioni federali. A inizio mese la misura è stata bocciata alla Camera alta del Congresso perché i repubblicani Susan Collins, Lisa Murkowski, Mitch McConnell e Thom Tillis hanno votato con l’opposizione. The Donald non ha mai digerito lo strappo e adesso vuole presentare il conto.

 

 

 

A parte i quattro “traditori” Trump sarebbe sempre più insofferente nei confronti del leader della maggioranza al Senato, John Thune, che gli ha ribadito di non avere ancora i voti per l’approvazione del Save America act. I “no” del senatore stanno facendo perdere la pazienza al tycoon, ma Thune gode di un sostegno solido ed è circondato da colleghi che sono disposti a sfidare l’amministrazione come non accadeva da anni.

Se Trump è frustrato dal fatto che il senatore non esegua gli ordini, molti a Capitol Hill gli sono grati che sia pronto a mettere a rischio il proprio futuro politico con il presidente pur di garantire al partito una possibilità concreta di mantenere la maggioranza a novembre. Nonostante l’annullamento della cerimonia, Trump è salito a Capitol Hill per un pranzo con i senatori.

Un incontro ad altissima tensione anche perché è avvenuto all’indomani di una nuova bocciatura per il tycoon: l’approvazione di una risoluzione del 1973 che chiede la fine della guerra in Iran a meno che non ci sia l’autorizzazione del Congresso. Ora, la misura non ha valore di legge ma è l’ennesimo segnale delle profonde lacerazioni del Grand old party. In tutto questo a Washington sono iniziate ufficialmente le celebrazioni per il 250esimo anniversario degli Stati Uniti che Trump ha trasformato in un evento fortemente politicizzato.

A partire dal suo intervento sul palco dell’iconico Mall, il parco che collega Capitol Hill al Lincoln Memorial, per proseguire con una serie di artisti suoi supporter: da Lee Greenwood, autore del brano simbolo di tutti i comizi del presidente ‘God Bless the Usa’, alla cantante country Alexis Wilkins, fidanzata del direttore dell’Fbi Kash Patel. Il tycoon ha deciso di salire sul palco dopo che altri artisti – tra cui Young MC, Martina McBride e i Commodores – avevano cancellato i loro concerti, preoccupati che l’evento si fosse trasformato in un raduno del movimento Maga.

“Sto pensando – ha scritto Trump su Truth annunciando che sarebbe diventato la star dell’evento – di portare qui l’attrazione numero uno al mondo: l’uomo che attira un pubblico molto più vasto di quanto facesse Elvis all’apice del successo e ci riesce senza chitarra. L’uomo che ama il nostro Paese più di chiunque altro e che alcuni definiscono il più grande presidente della storia”.

 

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