Meloni al congresso Uil, prove d’intesa dai salari all’IA – Notizie – Ansa.it

Meloni al congresso Uil, prove d’intesa dai salari all’IA – Notizie – Ansa.it


L’intelligenza artificiale che si prende la scena ma per essere governata, la “tolleranza zero” contro il caporalato e la battaglia per rafforzare la sicurezza perché “ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutti”. E poi la “vittoria” del salario giusto e l’impegno a confermare la detassazione degli aumenti contrattuali nella prossima legge di Bilancio. Il congresso nazionale a Padova si apre tra la rivoluzione tecnologica e i cavalli di battaglia della Uil e vede una ritrovata sintonia tra il sindacato e Giorgia Meloni.

La premier è accolta dagli applausi della platea: per la Uil si tratta di un presidente del Consiglio che torna sul palco di un suo congresso a vent’anni dall’ultimo intervento di Romano Prodi, neopresidente del Consiglio nel 2006. E lei, dopo essere stata in passato anche da Cgil e Cisl, rivendica di essere l’unico capo del governo ad avere partecipato “ai congressi di tutte e tre le organizzazioni principali”.

In sala arriva a salutarla anche un robot umanoide, che durante la relazione del leader Pierpaolo Bombardieri, proprio mentre lancia un patto in dieci punti per l’Ia, entra con tanto di maglietta e fazzoletto al collo del sindacato, fa un giro e va verso la premier, seduta in prima fila, per darle il benvenuto: “Grazie di essere venuta”.

“Grazie a lei”, risponde sorridendo la presidente del Consiglio. Meloni prende poi la parola e raccogliendo una sollecitazione di Bombardieri assicura che la detassazione degli aumenti contrattuali potrà essere confermata anche nella prossima manovra: “Ne ho già parlato con il ministro Calderone e con chi detiene i cordoni della borsa, il ministro Giorgetti”, spiega. In primo piano restano i temi della sicurezza sul lavoro: Bombardieri ricorda Luana D’Orazio, morta il 3 maggio del 2021 stritolata dall’orditoio della fabbrica tessile dove lavorava in provincia di Prato, e in platea c’è la mamma Emma Marrazzo, “una mamma coraggio”, dice il leader della Uil, e subito dopo Meloni si alza e va ad abbracciarla. Altro filo conduttore quello del salario giusto, messo nero su bianco con il decreto lavoro entrato in vigore il Primo maggio: Bombardieri lo rivendica come “una vittoria” la scelta del governo di identificare il salario dignitoso con il salario dei contratti comparativamente più rappresentativi, ovvero quelli firmati da Cgil, Cisl e Uil.

“Non era mai successo con nessun governo”, evidenzia mentre la premier e la ministra del Lavoro, Marina Calderone, anche lei in prima fila, ascoltano in platea. Gli fa eco, poco dopo, la stessa Meloni parlando di “una vittoria per tutti i lavoratori” e dicendosi “orgogliosa che questo governo abbia contribuito a riavviare un percorso di confronto tra le parti sociali che per molti anni era rimasto bloccato”.

Il richiamo esplicito è alla piattaforma unitaria sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e contrattazione, punto di partenza del negoziato con le associazioni datoriali. Accordo interconfederale che i sindacati – presenti il platea con i leader della Cgil Maurizio Landini e della Cisl Daniela Fumarola – sostengono possa essere poi recepito dal governo. Non manca il capitolo fisco, con la lotta all’evasione, gli extraprofitti e la richiesta di tagliare le addizionali locali, che “non possono diventare il bancomat di Regioni e Comuni e a pagare non possono essere sempre dipendenti e pensionati”, scandisce Bombardieri. Meloni risponde anche su un’altra proposta del leader della Uil, ritenendo “utile ragionare su un regime fiscale agevolato che favorisca le aggregazioni e la staffetta generazionale”. Una via per aumentare competitività e produttività. Domani sarà la volta dei leader di Cgil e Cisl e sabato dell’elezione del segretario generale con lo stesso Bombardieri che va verso la riconferma.

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