Sono veramente una scoperta le cinquanta opere della collezione Generali esposte per la prima volta a Palazzo Bonaparte, e la mostra ad ingresso gratuito si conclude anche con un ”dono” agli spettatori, ovvero la guest star Le tre età di Gustav Klimt. Se il quadro ‘ospite’, in prestito dalla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma è sempre un bel vedere, non è da meno la mostra realizzata in partnership con Arthemisia per celebrare il decimo anniversario di Generali Valore Cultura, programma promosso da Generali Italia, nato nel 2016 con l’obiettivo di rendere l’arte e la cultura sempre più fruibili a un pubblico ampio e diversificato.
In questa occasione i motivi per catturare il pubblico non mancano, perchè indubitabilmente i quadri della Collezione d’arte del Gruppo Generali qui esposti per la prima volta al pubblico, fuori dai palazzi privati che li custodiscono, sono di grande fascino ed originalità, così come nell’intento di chi li ha messi insieme. Fino al 23 agosto si possono ammirare le 50 opere suddivise per sezioni tematiche, a partire dal meraviglioso Le due amiche di Umberto Boccioni che segna lo spartiacque tra Otto e Novecento e apre il percorso espositivo della mostra a cura di Costantino D’Orazio.
”La sua origine – spiega D’Orazio parlando della collezione esposta – legata all’inizio degli anni Ottanta e all’impulso dato da Giovanni Pieraccini, rivela fin dall’avvio un criterio raro nella formazione di raccolte aziendali: non l’accumulo, non la decorazione di rappresentanza, non l’adesione passiva al gusto del momento, ma una politica di acquisizioni fondata sulla qualità, sulla selezione e sulla consapevolezza storica”. Le opere sono quindi segnate da una assoluta ricerca di originalità, come il Mario Sironi che è nelle periferie o nei bozzetti delle grandi opere ma nello studio della classicità dei corpi. O ancora il Centauro morente di Giorgio De Chirico, con un terroso accumularsi di chiaroscuri così lontani dalle atmosfere plastiche della Metafisica. Ecco allora le sale tematiche che guidano il percorso, a partire dalle Figure scomposte delle Avanguardie con Capogrossi, Monachesi, Savinio.
O ancora i Paesaggi dell’anima con Giovanni Fattori, Ardengo Soffici e la meravigliosa Martina con natura morta di Filippo De Pisis. Con anche qui una Piazza San Marco di De Chirico a dir poco insolita. Bellissime le Figure in un interno, con i ritratti di donne di Ubaldo Oppi, la Sposa di Antonio Donghi, La vecchia di Felice Casorati e appunto la bellissima Statua giacente di Sironi. Tra gli Studi sul corpo umano un imponente Massimo Campigli, e poi ancora un notevole schizzo inchiostro su carta di Mimmo Paladino.
A completare l’esposizione i manifesti storici delle assicurazioni Generali così come i gadget che sono stati capaci di trasformare anche qui in arte, commissionando splendidi foulard firmati da artisti che vanno da Carla Accardi a Toti Scialoja, tutti, va detto, bellissimi.
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