“I primi tre operatori detengono ancora il 67% del mercato dei media con Rai al 26,6%, Comcast/Sky al 22% e Fininvest/Mediaset al 18,5%, ma devono fronteggiare la crescita delle piattaforme globali come Netflix, Dazn, Amazon e Disney+, che ormai pesano per il 23,3% delle risorse totali grazie ai loro contenuti premium”. Lo ha detto il presidente Agcom, Giacomo Lasorella, nel corso della Relazione Annuale al Parlamento.
“La nota più dolente dal sistema dei media arriva dall’editoria quotidiana, che nel 2025 ha visto la diffusione delle copie cartacee crollare a 1,2 milioni di unità giornaliere, quasi un decimo di quanto si vendeva all’inizio del secolo”, ha proseguito Lasorella. “Il calo è stato del 9,3% rispetto all’anno precedente – ha aggiunto -. I ricavi delle aziende editoriali sono in netta flessione (-7,9%), rendendo i fondi pubblici un sostegno vitale che ormai pesa per quasi il 10% del totale del comparto”.
Bloccate oltre 90 milioni chiamate estere con numero italiano
Oltre ad approvare un aggiornamento del Piano nazionale di numerazione, con l’obiettivo di rendere più trasparenti le comunicazioni e contrastare pratiche commerciali aggressive, l’Autorità ha introdotto specifiche misure tecniche per bloccare le chiamate provenienti dall’estero che mostrano in modo illecito un numero italiano”. Lo ha affermato il presidente Lasorella. Tra il 19 novembre e il 31 dicembre 2025 sono state bloccate oltre 90 milioni di chiamate dall’estero con numero mobile italiano e più di 30 milioni di chiamate con numero fisso italiano o comunque anomalo.
“A seguito di questa intensa attività – ha continuato Lasorella – e grazie alla collaborazione degli operatori, tale fastidioso fenomeno è circoscritto e le segnalazioni riguardano oggi soprattutto chiamate originate dal territorio nazionale, circostanza che consente di ricostruirne il percorso e individuare più facilmente sia gli operatori inadempienti, sia eventuali call center irregolari”.
Agcom: tlc a due velocità, fibra spinge rete fissa (+20% dal 2021)
Il valore complessivo del comparto delle comunicazioni elettroniche “è stimato, alla fine del 2025, in 29,5 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 28,2 miliardi del 2024, con un incremento pari al 4,5%, mentre il peso sul PIL sale lievemente all’1,31%”, ha detto ancora Lasorella.
Lasorella descrive “un andamento a due velocità” con una crescita costante delle risorse generate dalla rete fissa “(+20% rispetto al 2021) e una “contrazione, sia pure più contenuta rispetto agli anni precedenti (i ricavi scendono dello 0,6%, poco sotto gli 11 miliardi), di quelle derivanti dalla rete mobile”. “La crescita della rete fissa è trainata dagli investimenti in fibra, dalla domanda di connettività ultraveloce e dallo sviluppo di servizi digitali integrati, soprattutto per la clientela affari”, ha aggiunto il presidente Agcom. “La sfida decisiva per gli operatori di comunicazioni elettroniche sarà quella di trasformarsi in veri e propri hub di servizi digitali, superando il ruolo di semplici fornitori di connettività”, sottolinea.
A fine dicembre 2025 la copertura della rete in fibra Ftth ha raggiunto il 77,6% delle famiglie italiane, con un incremento di 6,9 punti percentuali rispetto al 2024, in merito alla copertura della “fibra fino a casa” (in inglese fiber to the home, Ftth), durante la presentazione al Parlamento della Relazione annuale 2026. Dal punto di vista del territorio, la copertura è pari al 50,2% nelle aree nere, quelle con maggiori investimenti privati, al 14,2% nelle aree grigie e al 13,2% nelle aree bianche (quelle a fallimento di mercato, dove sono assenti investimenti di operatori privati). “Quasi metà dell’incremento annuo si concentra nelle aree grigie, mentre nelle aree bianche il processo appare più vicino alla saturazione”, ha affermato Lasorella.
Lasorella: ‘Il volto di chi guida la tecnologia resti umano’
“Assume un valore essenziale il messaggio che Papa Leone XIV ha affidato all’enciclica “Magnifica Humanitas”, la tecnologia “non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa”. Se la tecnologia riflette il volto di chi la progetta, la governa e la utilizza, spetta alle istituzioni fare in modo che quel volto resti riconoscibile, umano, responsabile”, ha detto Lasorella, nel corso della Relazione Annuale.
Secondo Lasorella, inoltre, “anche alla luce della sempre più pervasiva affermazione dell’intelligenza artificiale generativa, una delle questioni più rilevanti è quella della salvaguardia del pluralismo informativo in rete, come premessa indispensabile per la tenuta della sfera pubblica e del confronto democratico”.
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