“Questi mega-eventi vanno ben oltre il semplice intrattenimento”, afferma Shaun Larcom, che ha coordinato lo studio. “Elevano lo spirito e offrono ai fan un senso di comunione. Per molti versi, rappresentano l’occasione ideale per ispirare quel senso di responsabilità condivisa necessario a prevenire un ulteriore cambiamento climatico. Gli artisti di oggi esercitano un’enorme influenza – continua Larcom – e costituiscono vere e proprie industrie a sé stanti: se Taylor Swift decidesse di mettere la sostenibilità climatica al centro dei suoi tour, allora ciò accadrebbe per certo”.
Secondo i ricercatori, il primo passo è valutare la sostenibilità climatica di un evento: se i costi climatici superano i benefici sociali ed economici, gli eventi andrebbero ridimensionati o addirittura cancellati. Applicando questo criterio alla Coppa del Mondo Fifa 2026 e al tour 2024 dei Coldplay, entrambi superano il test. Il secondo passo consiste nell’includere i danni climatici nel costo reale dell‘evento. Gli organizzatori dovrebbero assumersi la responsabilità delle emissioni legate alla location e all’allestimento, mentre i costi di quelle indirette causate dai viaggi degli spettatori dovrebbero essere condivisi: tra le misure implementabili, sconti per i fan che si muovono in maniera più sostenibile, e location che riducano al minimo la necessità di grandi spostamenti.
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