Morto ammanettato, applicata la nuova norma sullo ‘scudo’ per gli agenti. Al vaglio dei pm 6 persone – Notizie – Ansa.it

Morto ammanettato, applicata la nuova norma sullo ‘scudo’ per gli agenti. Al vaglio dei pm 6 persone – Notizie – Ansa.it


Per chiarire le circostanze e le cause della morte di Abderahhim Fakir, avvenuta ieri in via Svevo a Bologna durante un intervento della polizia, la procura guidata da Paolo Guido ha iscritto un procedimento nell’apposito registro ‘modello’ 45 bis, “nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento”.

Non ci sono indagati, dunque, ma si tratta dell’applicazione della nuova norma sul registro, separato, destinato alle annotazioni preliminari, dove vengono iscritti i nomi di soggetti cui viene attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione. Sarebbe la prima volta. 

Video Video choc a Bologna, un uomo muore durante un intervento della polizia

 

Al vaglio dei pm 2 agenti e 4 operatori sanitari

Sono sei le persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari della procura di Bologna sul caso. Si tratta di quattro operatori dell’ambulanza e dei due poliziotti intervenuti, del commissariato Bolognina Pontevecchio. Si procede per il reato di omicidio colposo, anche in vista degli accertamenti che saranno disposti. Non sono invece iscritti altri cittadini che si vedono nella scena, nel filmato girato da un residente.

I pm: ‘I fatti sono più estesi rispetto al video diffuso in rete’.

Gli accertamenti che la procura di Bologna ha avviato sulla morte di Fakir “terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”. Nel contesto dell’iscrizione nel registro per le annotazioni preliminari, previsto dalle nuove norme del decreto sicurezza, “saranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”.

L’avvocata Fakir: ‘Era un lavoratore, aveva paura di essere espulso’

“Era una persona estremamente gentile, educata, rispettosa. Un lavoratore che si preoccupava della sua azienda e dei suoi dipendenti. È l’ultimo dei miei assistiti per cui avrei immaginato una fine del genere”. Così l’avvocata Barbara Spinelli, che assisteva Abderrahim Fakir in un procedimento per la riconferma del permesso di soggiorno, ricorda il 42enne morto durante un intervento di polizia al Pilastro. La legale racconta di aver conosciuto Fakir alla fine dello scorso anno.

“Lui era già perfettamente in regola, si trattava semplicemente della riconferma del permesso di soggiorno. Viveva regolarmente in Italia fin da bambino”, sottolinea. Spinelli descrive Fakir come “una di quelle persone oggi sempre più rare”. “Pur avendo il mio numero personale per le emergenze non ha mai fatto pressioni, né chiamato fuori orario. Quando mi chiedeva di sollecitare il procedimento lo faceva sempre con grande educazione, spiegando le sue ragioni, ringraziando. Modi che oggi sono quasi desueti”. Secondo la legale, il 42enne era “un uomo dal cuore buono”, con un forte senso di responsabilità.

“Aveva un’attività lavorativa, dei dipendenti e parlava come il buon padre di famiglia, anche se non aveva figli. Era preoccupato per il futuro della sua azienda e per le persone che lavoravano con lui”. Negli ultimi mesi, aggiunge, Fakir aveva manifestato timori legati all’entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione. “Aveva una paura immotivata di essere mandato via dall’Italia. Io cercavo di rassicurarlo: gli dicevo che era l’ultima persona che avrebbe dovuto avere paura, perché aveva tutti i documenti in regola”.

Manifestazione alle 19, poi sciopero all’interporto

Manifestazione stasera alle 19 in piazza Nettuno a Bologna per chiedere ‘la verità’ sulla morte di Fakir. L’iniziativa è del sindaco Lepore che per primo ha chiesto che sia fatta piena luce sulla vicenda che ha portato alla morte del 42enne.

Il Si Cobas ha invece proclamato uno stato di agitazione per la provincia e annuncia che “alle ore 22, bloccheremo con uno sciopero tutte le aziende dell’Interporto di Bologna”. “Un altro proletario e fratello ucciso! Un altro assassinio di Stato! In questi giorni, giorni in cui si ricorda Carlo Giuliani, un altro compagno morto per mano della violenza assassina repressiva padronale e statale durante le giornate di lotta di Genova 2001”, prosegue il Cobas.

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