“Sono stata sempre inviata: lo studio lo sentivo in cuffia, quando mi dava la linea Federica, ma con i familiari degli scomparsi, forse per il mio senso del rispetto, del pudore, e un pizzico di intuito da buona genovese, in un modo o nell’altro sono quasi sempre riuscita a instaurare rapporti di fiducia. Confesso che sento una grande responsabilità a raccogliere questo testimone da chi questo programma non soltanto lo ha condotto, ma ne è stata stata il fulcro, l’anima ed è amatissima dal pubblico che è sempre stato presente”.
Raffaella Griggi racconta così all’ANSA l’emozione di subentrare a Federica Sciarelli alla guida di Chi l’ha visto?. Una successione nel segno della continuità: Griggi da anni fa parte della squadra del programma di Rai3, “ma non sono la più anziana – sottolinea -, c’è chi è arrivato prima di me qui. Spero di non deludere il pubblico che ci segue da casa, la Rai che ha creduto in me e soprattutto Federica che mi ha insegnato tanto, compreso il linguaggio del corpo, a non essere mai inopportuna, ad entrare in punta di piedi nelle case degli italiani, a non sconfinare nel linguaggio”.
La nuova stagione parte il 23 settembre su Rai 3 con gli inviati e gli autori storici. “La scelta di Raffaella Griggi nasce nella piena continuità con la storia e i valori di Chi l’ha visto? La sua esperienza maturata all’interno della redazione e come inviata della trasmissione, unita alla sua riconosciuta professionalità di giornalista Rai, rappresentano la migliore garanzia per accompagnare il programma in una nuova fase”, sottolinea Paolo Corsini, direttore Approfondimento Rai.
“L’obiettivo – aggiunge – è coniugare continuità e innovazione, rafforzando ulteriormente l’identità di un programma che ha saputo trasformare il giornalismo di servizio in un patrimonio del Paese. In questa prospettiva, sarà valorizzato ancora di più il lavoro corale della redazione e degli inviati, che rappresentano da sempre una delle principali ricchezze di Chi l’ha visto? E questo in maniera ancor più concreta con il loro coinvolgimento in studio nella conduzione di spazi tematici legati al loro lavoro sul campo. La conduzione sarà il punto di sintesi di una squadra, sempre più protagonista del racconto giornalistico sul territorio”, conclude Corsini. Genovese, classe 1973, Griggi si occupa da più di vent’anni di cronaca nera. “Ma ho seguito anche lo sport e il calcio – ricorda ancora nella conversazione con l’ANSA – ho anche un passato giovanile da ex pallavolista. Inoltre da genovese sono una super tifosa della Sampdoria”.
La sua carriera è iniziata nell’emittente locale Telenord per la quale seguì il G8 di Genova nel 2001; ha anche lavorato per le pagine genovesi di Repubblica. Da lì, il salto verso le reti nazionali: prima Sky Tg24 nel 2008, poi nel 2010 al TgLa7 di Enrico Mentana, poi una parentesi a Mediaset e dal 2011 La vita in diretta e poi UnoMattina su Rai1. Infine, l’approdo a Chi l’ha visto?, nel 2017. “È una cosa grande – ribadisce Griggi – ma sono pronta, sono coraggiosa, diciamo che l’Italia l’ho girata in lungo e in largo. Ho seguito tante storie di scomparsi, alcune abbiamo capito che erano diverse da come ci erano state raccontate all’inizio, penso per esempio al caso degli ‘amanti diabolici’. Poi c’è il pubblico da casa, abbiamo un osservatorio da nord a sud, che verifichiamo scrupolosamente, senza dimenticare l’associazione Penelope. Mi ricordo ancora quando era scomparsa una ragazza di 15 anni: ci telefonò da Parigi un cittadino italiano che aveva visto la trasmissione. Io sono partita al volo e grazie alle indicazioni dell’uomo, che l’aveva vista vicino a un supermercato nei pressi di casa sua, l’abbiamo rintracciata”.
Griggi cita ancora il caso di Villa Pamphili, “non è stato seguito da me, ma anche lì fondamentale fu il contributo di una telespettatrice”. Nei suoi anni a Chi l’ha visto? ha firmato tanti servizi su vicende complesse, “come l’intervista a Salvatore Parolisi fuori dal carcere”, ma anche l’omicidio di Giulia Cecchettin: “Tutta l’Italia si è stretta intorno a quella tragedia, Giulia è figlia di tutti noi”. Anche la vicenda di Tatiana Tramacere, la ragazza creduta scomparsa e invece ritrovata nella mansarda di un amico. Ma nell’epoca dei social perché la gente ancora si appassiona a un programma sugli scomparsi? “Abbiamo il consenso dei familiari, perché alcuni casi che magari possono sembrare allontanamenti poi si rivelano altro. C’è tutto un lavoro di sostegno a Chi l’ha visto, impostato da Federica Sciarelli in questi anni, che non va in video. Sugli scomparsi il nostro sito è il principale punto di riferimento, anche per le forze dell’ordine. Tra le battaglie più importanti c’è quella per il disegno di legge sugli scomparsi”. Avete casi in sospeso con cui aprirete la nuova stagione? “Con la cronaca tutto cambia in giornata, anche in diretta”.
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