Uno schianto nella notte. Se n’è andato così Glen Hansard, musicista e attore irlandese il cui lascito artistico e umano va ben oltre il premio Oscar che nel 2007 lo consegnò alla celebrità internazionale con la canzone Falling Slowly, tema del film ‘Once’.
Hansard, come riporta fra gli altri l’Irish Times, è morto per le conseguenze di una caduta fatale, dopo aver perso il controllo della sua moto a Lucan, nella sua amata e mai tradita periferia di Dublino. Aveva 56 anni.
Cantautore e chitarrista, s’era fatto una fama – dapprima in patria e quindi all’estero – sia con la band folk-rock dei Frames, sia, poi, in veste di solista. Fino a diventare uno dei musicisti folk europei più amati degli ultimi decenni. E non senza riscuotere successo in Italia, dove avrebbe dovuto far tappa a fine anno, nell’ambito di un tour, con quattro concerti.
Nato nel 1970 a Ballymum, un sobborgo della capitale irlandese, esordisce giovanissimo da musicista di strada, prima di co-fondare i Frames con cui ha continuato a suonare sino alla fine. Il primo grande successo internazionale arriva tuttavia grazie al cinema, a poco più di 20 anni, per l’interpretazione da protagonista nella commedia musicale ‘The Commitments’.
Abbrivio di un percorso che 10 anni più tardi gli sarebbe valso anche l’attenzione dei riflettori di Hollywood, a suggello dell’Oscar per la miglior canzone originale del 2007 interpretata assieme alla cantante ceca Markéta Irglová: coprotagonista con lui di ‘Once’ e di una trama incentrata sul tentativo di relazione sentimentale fra due musicisti impegnati a cercare di sopravvivere per le strade di Dublino. Pellicola da cui nel 2011 sarebbe stato tratto pure un musical teatrale di notevole successo.
Impegnato nel sociale, Glen Hansard aveva comunque mantenuto saldo il legame con le sue radici. Esibendosi a più riprese, ad esempio, in concerti a sostegno di campagne per i senzatetto; e divenendo una presenza fissa alla tradizionale kermesse musicale di strada organizzata ogni anno alla vigilia di Natale nella capitale dell’Irlanda.
Nei mesi scorsi, con i Frames, aveva dato vita a una tournée sottratta volutamente al giro delle grandi platee, suonando in una serie di piccoli locali in tutta l’Irlanda per evidenziare l’importanza di un modo genuino di far musica live, legato allo spirito comunitario.
“Dobbiamo mantenere vive le comunità”, aveva spiegato nel corso di uno dei suoi ultimi show, al DeBarra’s Folk Club, nella contea di Cork. Capace di alternarsi fra contesti mainstream e realtà minori, fra spettacoli dal vivo e registrazioni in studio, aveva completato a giugno il suo disco più recente, un doppio album intitolato Don’t Settle.
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