A luglio, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,2% su base mensile e a +2,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente).
Il calo dell’inflazione, spiega l’Istituto di statistica, riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,8%) e degli Energetici non regolamentati (da +13,3% a +10,6%) che tra l’altro comprendono i carburanti e l’energia elettrica sul mercato libero.
I prezzi del cosiddetto carrello della spesa – che comprende i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona – sono stabili su base annua (a +1,3%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto si riducono (da +3,9% a +3,6%), indica inoltre l’Istat.
In particolare, il lieve rallentamento dell’inflazione a luglio riflette la dinamica su base annua dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,8%), degli Energetici non regolamentati (da +13,3% a +10,6%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +1,8%); in accelerazione sono, invece, i prezzi degli Alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%), degli Energetici regolamentati (da +9,2% a +14,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%). I prezzi dei beni decelerano (da +3,3% a +3,1%), mentre la dinamica di quelli dei servizi resta stabile (+2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni passa da -0,7 a -0,5 punti percentuali, evidenzia l’Istituto. La variazione congiunturale dei prezzi al consumo (+0,2%) riflette invece l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+6,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,4%), degli Alimentari lavorati (+0,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%); tali effetti sono solo parzialmente compensati dalla diminuzione degli Alimentari non lavorati (-1,1%) e degli Energetici non regolamentati (-0,3%). Inoltre, in base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3,0% del mese precedente).
Eurostat, cresce l’inflazione nell’eurozona, al 2,9% a luglio
L’inflazione annua dell’area euro sarà del 2,9% a luglio 2026, in aumento rispetto al 2,8% di giugno, secondo una stima flash di Eurostat. Guardando ai principali componenti dell’inflazione dell’area euro, l’energia dovrebbe avere il tasso annuo più alto a luglio (10,0%, rispetto all’8,5% di giugno), seguita dai servizi (3,3%, rispetto al 3,2% di giugno), cibo, alcol e tabacco (1,2%, rispetto all’1,5% di giugno) e beni industriali non energetici (0,9%, rispetto allo 0,7% di giugno).
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
