Aumenta il tragico bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto le coste di Ceuta: sono almeno 67 i cadaveri finora recuperati dalle squadre di sub, dagli agenti della Guardia Civile e del salvataggio marittimo spagnolo, secondo quanto confermano all’ANSA fonti della Delegazione del Governo della città autonoma in Marocco.
Con le precedenti 30 vittime delle traversate a nuoto verso Ceuta, registrate da inizio anno, si eleva ad almeno 97 il numero dei migranti morti negli ultimi 7 mesi tentando di entrare a nuoto nell’exclave.
Intanto nell’exclave spagnola nel nord Africa è stata una notte di tensione: un migrante marocchino è rimasto ferito da una coltellata al costato, sferrata da un connazionale al culmine di una lite nei pressi della scuola Andres Manjon. L’aggressore è fuggito prima dell’arrivo delle forze di polizia, mentre il ferito è stato trasportato in ospedale, riporta l’agenzia Europa Press.
Contemporaneamente, diverse decine di migranti accampati all’esterno del Centro di permanenza temporanea per immigrati (Ceti), ormai completo, hanno tentato di entrare con la forza nella struttura, abbattendo una parte della recinzione perimetrale. La polizia nazionale è intervenuta con un importante dispositivo, istituendo un cordone di sicurezza attorno al centro e riportando la situazione sotto controllo.
Secondo fonti di polizia riferite dai media, all’esterno del Ceti si trovano oltre 500 persone in attesa di essere accolte, mentre l’accesso è stato consentito soltanto a donne e bambini per ragioni umanitarie.
Fonti del ministero dell’Interno riferiscono all’ANSA che la notte nella città autonoma è trascorsa in tranquillità. Le entrate di migranti “sono state fermate totalmente e sono continuate le uscite verso il Marocco, senza incidenti significativi”.
Delle circa 50.000 persone entrate in poco più di 24 ore nell’exclave spagnola in Marocco, la quasi totalità ha fatto rientro nel territorio marocchino.
Sanchez scrive a Bruxelles per riunione urgente dei ministri Interni
II presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per esprimere “seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato” rispetto ala crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, visionata dall’ANSA, Sanchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per “stabilire una risposta comune” e “riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell’Unione”, si legge.
Al via le barriere galleggianti per contenere la crisi di migranti
E’ iniziata alle 7:50 di oggi l’installazione delle barriere galleggianti di contenimento al largo del molo del Tarajal, a Ceuta, per ostacolare l’accesso di migranti che arrivano a nuoto, mentre la notte nella città autonoma spagnola in Marocco è trascorsa senza nuovi ingressi irregolari e senza incidenti di rilievo. Lo rende noto il ministero dell’Interno spagnolo. Secondo le fonti, l’elemento principale del dispositivo che si sta allestendo è una barriera pneumatica lunga 500 metri, con un’altezza fuori dall’acqua compresa tra 30 e 70 centimetri e una parte sommersa fino a un metro di profondità.
La struttura è integrata da una prima linea di boe ancorate fornita dalla Marina militare spagnola. Tra le due installazioni è stato inoltre predisposto un canale che consentirà alle imbarcazioni della Guardia Civile di garantire continuamente la protezione della barriera pneumatica. Il ministero dell’Interno riferisce che durante la notte gli ingressi di migranti nell’exclave iberica si sono completamente fermati, mentre sono proseguiti i rientri verso il Marocco.
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