13:03
Media Iran: ‘accordo Iran-Oman non riaprirebbe subito Hormuz’
Qualsiasi accordo tra Iran e Oman sulle future modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz non porterebbe alla riapertura immediata di questa strategica via navigabile, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib, che cita una fonte informata. Lo scrive Al-Jazeera.
La fonte ha affermato che i negoziati sulle future modalità di navigazione si stanno svolgendo esclusivamente tra Teheran e Muscat e “non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti”. “Un possibile accordo tra Iran e Oman sulle modalità di transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz non ha nulla a che vedere con l’immediata riapertura dello stretto”, ha aggiunto la fonte.
Anche se Iran e Oman dovessero raggiungere un accordo, lo stretto rimarrebbe chiuso finché persisteranno quelle che Teheran definisce “violazioni da parte degli Stati Uniti”, secondo quanto riportato. “La riapertura dello Stretto di Hormuz dipende da un cambiamento nel comportamento degli Stati Uniti e dalla correzione delle loro violazioni”, ha affermato la fonte.
Queste dichiarazioni giungono inoltre dopo le indiscrezioni diffuse dai media iraniani secondo cui Teheran sarebbe vicina a raggiungere un’intesa con Muscat su un nuovo corridoio di navigazione, a condizione che gli Stati Uniti cessino di interferire nei negoziati. I funzionari iraniani hanno ripetutamente accusato Washington di tentare di influenzare i negoziati e di ritardare un accordo attraverso minacce militari.
10:25
Teheran: ‘Trump è inaffidabile, ha già detto 75 volte che Hormuz era aperto’
“L’approccio del presidente statunitense Donald Trump ai colloqui con l’Iran è contraddittorio e inaffidabile”. Lo ha dichiarato un membro della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano.
“Trump ha affermato per 75 volte che lo Stretto di Hormuz era aperto, mentre in realtà non lo era”, ha sottolineato Esmaeil Kosari, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato, aggiungendo: “ha anche parlato per 106 volte della sconfitta dell’Iran e per 88 volte di un imminente accordo tra il suo Paese e l’Iran”.
09:52
Media, Hormuz continuerà a lungo a essere una leva geopolitica per l’Iran
La capacità dell’Iran di trarre profitto dallo stretto di Hormuz “diminuirà, ma potrebbe non scomparire mai del tutto” e “anche se le tariffe che l’Iran può imporre diminuiranno nel tempo, la sua influenza strategica non si affievolirà necessariamente. Anzi, potrebbe persino rafforzarsi man mano che il regime istituzionalizza la propria influenza regionale”. Lo scrive l’Economist in un’analisi intitolata ‘Per quanto tempo l’Iran potrà utilizzare Hormuz come arma?’ la cui conclusione è, appunto, che Teheran potrebbe continuare a sfruttare lo Stretto sia per ottenere entrate sia per mantenere una forte leva geopolitica ben oltre la fine della guerra.
L’Economist ricorda come per Hormuz passi circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Con la guerra, i Paesi del Golfo hanno cercato alternative. L’oleodotto est-ovest dell’Arabia Saudita, che evita lo stretto attraversando la penisola fino al porto Yanbu sul Mar Rosso, trasportava solo 1 milione di barili al giorno per l’esportazione prima della guerra. Oggi funziona a una capacità di 7 milioni. Gli Emirati Arabi Uniti hanno sfruttato al massimo il loro oleodotto Habshan-Fujairah, che trasporta 1,8 milioni di rispetto a 1 milione di barili al giorno prima della guerra.
Circa 200.000 transitano attraverso un oleodotto iracheno più piccolo, un tempo inattivo, verso la Turchia.
I Paesi del Golfo stanno poi costruendo oleodotti alternativi, ma non saranno sufficienti a sostituire completamente lo Stretto. Inoltre anche le vie alternative hanno rischi. Per lasciare Yanbu si passa per Bab al-Mandab, vulnerabile agli attacchi Houthi alleati dell’Iran, oppure attraverso il canale di Suez, che sbocca sul Mediterraneo. Ma il 29 luglio un drone ha colpito una petroliera a Damietta, a soli 50 km in linea d’area da quello sbocco. E, se per il petrolio esistono alcune alternative, per carburanti raffinati e gas naturale liquefatto (Gnl) sono molto limitate. Nuove infrastrutture richiederanno anni di lavori e potrebbero essere vulnerabili a nuovi attacchi.
09:15
Houthi, ‘colpita una petroliera saudita nel Mar Rosso’
Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato di aver attaccato una petroliera saudita al largo di Yanbu, nel Mar Rosso, mentre i ribelli continuano il loro dichiarato blocco marittimo dell’Arabia Saudita.
Il gruppo “ha colpito con successo la petroliera saudita ‘Wafa’ nel Mar Rosso settentrionale, al largo della costa di Yanbu, con diversi missili balistici”, ha affermato il loro portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video, aggiungendo che si tratta dell’ottava nave presa di mira dall’inizio del blocco il 22 luglio.
08:33
Media Israele, ‘Hamas trasferirà in Turchia le sue attività clandestine’
Hamas si prepara a trasferire le sue attività clandestine in territorio turco. L’organizzazione terroristica ha iniziato a preparare il trasferimento delle sue attività dietro le quinte, come i dipartimenti di pianificazione e di sicurezza informatica, mentre secondo fonti palestinesi le attività pubbliche della leadership di Hamas rimarranno in territorio qatariota. Lo scrive la testata israeliana Kan News.
Hamas ha iniziato a preparare il trasferimento delle sue attività svolte dietro le quinte, come la pianificazione e i dipartimenti informatici, in territorio turco: lo ha annunciato per la prima volta questa mattina durante il programma ‘This Morning’ del telegiornale di Canale 2.
Ieri sera Kan ha pubblicato la notizia che le forze di sicurezza del Qatar hanno limitato gli spostamenti della leadership di Hamas sul territorio qatariota, imponendo loro di ottenere un’autorizzazione per qualsiasi ricevimento o riunione ufficiale che i leader dell’organizzazione tengano nella capitale Doha.
Ciò è dovuto alla delusione del Qatar per la decisione di Hamas di nominare Khalil al-Hayya come leader dell’organizzazione, dopo aver esercitato pressioni dietro le quinte affinché Khaled Meshaal assumesse la carica.
Al-Hayya appartiene all’asse iraniano, mentre Mashaal si considera parte dell’asse Qatar-Fratelli Musulmani. Fonti palestinesi hanno riferito a Here News che, in seguito all’elezione di Al-Hayya, il Qatar ha deciso di punire Hamas.
07:25
Funzionario Iran: ‘Sono gli Usa a rallentare l’accordo con Oman su Hormuz’
“La ragione principale del ritardo nell’accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz è l’ingerenza degli Stati Uniti e le minacce del presidente Donald Trump”. Lo ha dichiarato un funzionario informato, citato da Sepah News, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie.
“Finché continueranno queste manovre da parte degli Stati Uniti, l’accordo subirà dei ritardi”, ha aggiunto, sottolineando che “Teheran non concluderà alcun accordo sotto la minaccia di tali azioni”.
Nel frattempo, secondo PressTV, un “alto funzionario iraniano” ha affermato che “i colloqui tra Teheran e Muscat sono entrati in una nuova fase, grazie a una reciproca intesa”.
L’obiettivo dei colloqui è quello di istituire un corridoio intermedio attraverso lo Stretto di Hormuz per garantire la navigazione sicura, tutelando al contempo i diritti dell’Iran in quanto Stato costiero. Il corridoio dovrebbe sostituire le attuali rotte settentrionali e meridionali, ha aggiunto.
06:27
Trump: ‘L’accordo sull’apertura di Hormuz? Possibile oggi o giovedì’
“Sono stati fatti molti progressi” e un accordo “è possibile domani o dopodomani”, vale a dire mercoledì o giovedì. E’ quanto ha detto Donald Trump, poco prima di imbarcarsi sull’Air Force One a Los Angeles dove è ancora martedì sera allo scopo di raggiungere Las Vegas, a una domanda sull’ipotesi rilanciata da Axios, secondo cui l’intesa sull’apertura dello Stretto di Hormuz è attesa oggi, mercoledì 5 agosto.
“Mi hanno chiamato e hanno detto: ‘Per favore, parliamone’. Vogliono parlare. La cosa buffa è che non l’avevano mai detto; dicono sempre: ‘Non trattiamo’. Ma poi chiamano, vogliono parlare, stiamo parlando”, ha aggiunto.
06:12
Trump: ‘Con l’Iran ottime discussioni, speriamo di non usare colpo più duro’
“Li abbiamo colpiti molto, molto duramente, ma il colpo più duro deve ancora arrivare, e spero che non dovremo usarlo. Spero che non ce ne sarà bisogno.
Stiamo avendo ottime discussioni”. E’ quanto ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox News, parlando – a suo dire – di negoziati piuttosto singolari. “Dici a persone come voi: ‘Stiamo avendo discussioni meravigliose’, e poi arriva qualcuno dal nulla e dice: ‘Non ci siamo incontrati, non l’abbiamo fatto’.
Succede tutto il giorno, capite? È semplicemente incredibile. Dicono: “Non abbiamo parlato, non abbiamo parlato di nucleare”.
E di cosa parliamo allora? Ce ne stiamo lì a girarci i pollici?”, ha aggiunto Trump. “Sono solo parole. L’unica cosa che conta sono i fatti, e loro vogliono trovare un accordo. Vedremo cosa succederà. Se non trovano un accordo sarà un peccato”, ha concluso.
06:12
Trump: ‘Lo Stretto di Hormuz si aprirà molto presto, altrimenti colpi durissimi’
Lo Stretto di Hormuz “si aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo, e allora lo Stretto si aprirà”. Lo afferma il presidente Donald Trump in un’intervista a Fox News, assicurando che l’Iran “non avrà mai un’arma nucleare”.
05:02
Axios: ‘Usa vicini ad accordo provvisorio su Hormuz, atteso oggi l’annuncio’
Stati Uniti, Iran e Oman sono vicine all’accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz: Washington punta ad annunciare oggi l’intesa, secondo Axios, in base a due fonti regionali e a un funzionario americano. L’accordo, oggetto di negoziati da diverse settimane, mira a ripristinare la tregua tra Usa e Iran e a far ripartire i negoziati per un accordo sul nucleare. L’intesa preliminare farebbe sue alcune richieste iraniane sui diritti di controllo del traffico nello stretto che non aveva prima della guerra.
L’accordo in discussione consisterebbe in un meccanismo provvisorio di 60 giorni, potenzialmente prorogabile.
