“Fango gratuito e ingiusto”. Il mondo cattolico, da Avvenire ad Azione cattolica, si mobilita contro Galeazzo Bignami e difende la figura di Oscar Luigi Scalfaro, dopo le parole sull’ex presidente della Repubblica pronunciate dal capogruppo alla Camera di FdI durante il confronto in aula sulle chat di Delmastro.
Il nipote dell’ex presidente della Repubblica, Paolo Cattaneo, dichiara di provare “compassione” per chi usa suo zio per attaccare gli altri e spiega che un tempo per queste figure c’era “rispetto”. “Per noi fu una sconfitta che l’Msi non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino al Quirinale. La sinistra fece eleggere Scalfaro che un anno dopo liberò 300 mafiosi dal 41 bis”, le parole dette da Bignami per attaccare il centrosinistra, dopo il no dell’aula all’utilizzo delle chat di Delmastro con Caroccia. A smontare le accuse “fantasione e storicamente infondate” dell’esponente di FdI è il quotidiano Avvenire che spiega come “nel novembre del 1993 non vennero liberati 300 mafiosi, ma per 334 detenuti non fu prorogato il regime di 41-bis”. I detenuti passarono al regime carcerario ordinario, non furono liberati, ricorda il quotidiano, sottolineando che la responsabilità della decisione fu rivendicata dall’allora ministro della Giustizia Giovanni Conso. Il presidente della Repubblica non aveva alcun potere sul tema, si ricorda nell’articolo che ripercorre la storia politica di Scalfaro, divenuto nel tempo “inviso al centrodestra”.
Le parole di Bignami hanno sfondato “il muro del livore e del fango”, inoltre, osserva Avvenire, non è fondata la tesi per cui senza l’elezione di Scalfaro, Borsellino sarebbe diventato capo dello Stato. Il nipote di Scalfaro, Paolo Cattaneo, riferisce le molte telefonate indignate che ha ricevuto per le parole pronunciate sul suo familiare, scomparso nel 2012. “Quello che è penoso è che un parlamentare non si documenti, l’ignoranza è una cosa brutta – commenta -. Si ha la sensazione di un intervento di gente che è alla canna del gas, che è disperata e che per attaccare gli altri tira fuori un presidente della Repubblica morto da quasi 15 anni. Cosa dire? Compassione, poveracci”.
Anche se, ricorda, gli attacchi a Scalfaro non sono mai mancati quando era vivo e nel pieno della sua attività politica, dai tre no a Silvio Berlusconi del 1994 che gli attirarono le critiche del centrodestra. A difendere la figura dell’ex presidente è anche Azione Cattolica, con il suo vicepresidente Paolo Seghedoni, secondo cui Bignami “mostra di avere una memoria confusa della storia del nostro Paese”, visto che “Scalfaro fu eletto da uno schieramento ampio al culmine di uno stallo molto preoccupante”, due giorni dopo la strage di Capaci. Nella sua Novara è la sinistra a insorgere in difesa di Scalfaro, con Pd, M5S e Avs che parlano di dichiarazioni “false e offensive” e chiedono a FdI, che governa la città, di prendere le distanze da quelle frasi.
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