La solidarietà di Ken Loach a Spin Time. Primi alloggi per 120 persone – Cinema – Ansa.it


Il presidio in strada va avanti, così come le manifestazioni di solidarietà verso Spin Time, ma la ricerca delle nuove case per gli ex occupanti procede al piccolo trotto. Dopo gli appelli dell’Onu e le dimostrazioni di vicinanza del mondo del cinema italiano, il sostegno a Spin Time arriva anche da Ken Loach, il “regista militante” che tre anni fa fece visita allo stabile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Nel suo messaggio ricorda proprio “l’incontro che abbiamo avuto, le idee che abbiamo condiviso e le canzoni che abbiamo cantato: Bella Ciao non mi è mai sembrata così bella!“. Loach, che agli esordi affrontò il dramma della perdita della casa con un film, “Cathy Come Home“, il cui impatto contribuì alla nascita di associazioni di tutela per i senzatetto nel Regno Unito, ha poi fatto gli auguri alla comunità di Spin Time per una rapida soluzione dell’ emergenza. Ma se il rientro degli occupanti nello stabile, diventato non solo abitazione ma centro culturale e di servizi, non è più un’opzione, dopo il no della proprietà alla proposta di acquisto del Comune di Roma, sorgono le prime difficoltà anche sul fronte dei ricollocamenti degli ex occupanti in alloggi alternativi.

Dal Campidoglio fanno sapere che sarebbero state trovate soluzioni per 120 persone. Gli attivisti denunciano però che molti sono stati portati lontano dall’Esquilino e dal centro di Roma, venendo meno alla loro richiesta principale: mantenere la comunità nel quartiere, per non disperdere la rete di relazioni che Spin Time aveva creato e garantire ai bambini la continuità scolastica. Delle sette soluzioni individuate finora, spiegano, tre si trovano fuori dal Raccordo Anulare. Si va dall’estrema periferia nord di La Storta alla zona del litorale romano. Più di qualcuno si è rifiutato. “Non accetto di spostarmi a un’ora e mezza da qui – dice una delle ex occupanti -. Mio marito lavora da queste parti, io ho bisogno di cure costanti al Policlinico Umberto I. E, non avendo la macchina, non sapremmo come spostarci”.

E c’è anche chi, dopo essere andato a vedere la nuova sistemazione, ha preferito tornare al presidio davanti a Spin Time e trascorrere un’altra notte per strada piuttosto che accettare l’alloggio. Sono ancora almeno 150, fanno sapere da Spin Time, le persone accampate davanti allo stabile in via Santa Croce in Gerusalemme. Una soluzione andrà però trovata al più presto, anche perché l’ordinanza del sindaco Gualtieri ha imposto lo spostamento delle persone dalla strada. Domani, alle 17, Spin Time avrà un nuovo incontro in Campidoglio con gli assessori capitolini alle Politiche abitative, Tobia Zevi, e alle Politiche sociali, Barbara Funari. Intanto, c’è chi torna a puntare il dito contro la proprietà dell’immobile, la società Investire Sgr. In mattinata, fuori dalla sede del gruppo in via Po 16A, è apparsa una nuova opera dell’artista Laika. Si tratta di una delle tende utilizzate dagli attivisti, sulla quale è raffigurata una ragazza che impugna uno scudo con il logo di Spin Time, trafitto da tre frecce che rappresentano “speculazione, repressione e abbandono”.

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