Esordio dorato per gli azzurri in missione a Birmingham. L’Italia conquista la sua prima vittoria agli Europei di atletica grazie a Leo Fabbri, che dopo Roma 2024 si conferma campione continentale nel lancio del peso, dominando una finale senza storia con un getto da 22.31, che non lascia speranza agli avversari.
“Volevo fare il record della rassegna, ma mi sono divertito da morire. Sono contentissimo, è stato bello fare questa doppietta. Abbiamo dimostrato di essere i più forti d’Europa”. Accanto a lui, infatti, sul secondo gradino del podio c’è Zane Weir, che scaglia il peso a 21.12, e firma insieme a Leo una doppietta che esalta il debutto italiano in terra inglese. Delusione, invece, per la velocista azzurra Zaynab Dosso, che chiude settima nella finale femminile dei 100m. “Oggi mi do un due, non ho scuse. Ero pronta e uscire dallo stadio vedendo i tempi di medaglia mi brucia un po’, perché era una gara alla mia portata”, ha ammesso Dosso, severa con se stessa.
A rendere agrodolce una partenza sprint, è stato il salto spezzato di Mattia Furlani. Competizione e stagione già finita per il campione mondiale in carica del salto in lungo, che al primo volo atterra sulla sabbia inglese con una smorfia di dolore e capisce subito di essersi fatto male. Ancora quel bicipite femorale destro, già infortunato in Cina a maggio, che potrebbe aver causato un nuovo stiramento, se non uno strappo.
Furlani realizza il disastro e fa cenno al suo staff di non poter continuare. Esce dallo stadio in sedia a rotelle.
“La mia stagione finisce qui”, scrive in un lungo post su Instagram il classe 2005, con tono lapidario. “Sono passati ormai due mesi e mezzo da quell’infortunio in Cina. Due mesi in cui l’obiettivo era recuperare al meglio per cercare di tornare in pedana sano”, confessa l’azzurro. “Se non avessi avuto l’estrema certezza, non avrei mai corso il rischio di una probabile ricaduta. Oggi mi sentivo bene, entravo forte ma, evidentemente, il mio corpo non era ancora pronto a certe velocità. La mia stagione finisce qui”, senza lasciare spazio a ulteriori interpretazioni.
A caricarsi sulle spalle i lunghisti azzurri, adesso, sarà Francesco Inzoli, che sfruttando al meglio il vento a favore, conquista la finale continentale con la miglior misura di 8.34.
“Ci tenevo a far bene ed entrare in finale. Il vento era un po’ ballerino, ho dovuto ricalibrare la corsa e ci sono riuscito”, ha commentato il 21enne milanese. Speranzoso di arricchire il medagliere italiano anche l’olimpionico del salto in alto Gianmarco Tamberi, nonostante il periodo complicato iniziato alla fine del 2024. L’italiano si presenta con “una misura imbarazzante”, ma fiducioso per “una condizione fisica molto buona” e per la certezza di “non portarsi indietro la paura di saltare per difendere il mio titolo: sarà difficile, ma non ho paura di dirlo”, ammette Gimbo.
A Birmingham l’Italia scende in gara con un fiocco nero in segno di lutto per ricordare l’Angelo Livio Berruti, medaglia d’oro a Roma nel 1960. Dopo l’omaggio del campione olimpico Marcell Jacobs, è arrivato anche il tributo di Filippo Tortu, in una ricomposizione del team della staffetta 4×100 vittoriosa ai giochi di Tokyo 2020. “Non bisognerebbe incontrare i propri idoli, il rischio è troppo alto”, scrive Tortu sul suo profilo Instagram. “Ma se il tuo mito è Livio Berruti, questa credenza la spazzerà via con la stessa velocità con cui farebbe prendere il volo a dei colombi. Ti saluto con la promessa di portare avanti il tuo amore per le curve, in pista e non solo, vivendoli entrambi in maniera aristotelica e non platonica”, conclude Pippo.
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