Dopo la breve tregua dei giorni scorsi, il termometro torna a salire da Nord a Sud Italia. Domani saranno 19 le città indicate con il bollino rosso ma mercoledì torneranno a venti. Mentre i fiumi sono a secco e la canicola alimenta gli incendi, i dati che arrivano dallo spazio confermano l’eccezionalità di questa estate, indicando giugno e luglio 2026 come i più caldi di sempre in Europa. Per tutta la settimana, incluso il giorno di Ferragosto, l’Italia continuerà a rimanere stretta nella cupola di calore di origine subtropicale, con picchi previsti di 40°C. Secondo il bollettino del ministero della Salute, domani le città con allerta massima per gli effetti dell’afa sulla popolazione sono Roma, Napoli, Palermo, Bologna, Bolzano, Bari, Firenze, Genova.
Video A luglio 2026 caldo record per la superficie dei mari
Bollino giallo invece per Cagliari e Torino. Mercoledì si aggiungerà anche Brescia. Bisogna aspettare il 17 agosto per sperare in una tregua. Intanto la siccità alimenta le fiamme, che stanno consumando migliaia di ettari di verde in tutta la penisola. È iniziato una settimana fa e ancora prosegue l’incendio sul Monte Barone, vicino Biella. La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia sta monitorando 19 incendi boschivi. I Vigili del fuoco sono intervenuti per due incendi nelle ultime ore in provincia di Pavia e sul Gargano, tra Peschici e Vieste. La siccità lascia a secco anche il Po, al punto che non c’è acqua a sufficienza per la tradizionale processione dell’Assunta sul fiume: il trasporto della statua della Madonna in barca previsto il 15 agosto è stato annullato e Cremona chiede lo stato di emergenza. Al Nord si vedono gli effetti dell’altra faccia della medaglia, con la Valle Aurina che procede a riparare i danni della frana di quattro giorni fa.
L’allarme siccità intanto spaventa anche il Regno Unito, alle prese con la quinta ondata di caldo estremo da maggio. In Francia, in vista di nuovi picchi per i termometri, 43 dipartimenti sono stati in stato di allerta ‘arancione’. Oltre alla temperatura percepita c’è quella registrata: dai dati elaborati da Copernicus, il programma di osservazione della Terra, coordinato dalla Commissione Europea con l’Agenzia Spaziale Europea, luglio e agosto sono stati i più caldi di sempre nell’Europa occidentale e luglio 2026 ha segnato il record per la temperatura superficiale dei mari. In un presente già minaccioso viene naturale chiedersi cosa ci aspetti. A calcolarlo sono i modelli pubblicati sulla rivista Nature Climate Change. Fino a quattro ore di caldo estremo in più al giorno entro la fine del secolo: sono quelle che ci aspettano, a livello globale, in caso di elevate emissioni di gas serra dovute a un continuo uso massiccio di combustibili fossili. La stima arriva dai ricercatori della Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina. Paese che, mentre l’Europa è alle prese con il caldo rovente, deve invece vedersela con il tifone Dolphin che sta devastando diverse regioni orientali. Oltre un milione di persone sono state evacuate.
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