Sventola più in alto di tutti per due volte il tricolore, nella piscina di Parigi, ed è quello bianco rosso e verde. Oltralpe l’Italia si fa bella, forte delle sue stelle di sempre – certezze anche oltre le difficoltà. Simona Quadarella cala il poker con il quarto titolo europeo consecutivo negli 800 stile libero, impresa mai raggiunta da nessuna. Nicolò Martinenghi, invece, scaccia via i fantasmi di un anno “difficilissimo”, torna a divertirsi in acqua e si prende i 100 rana, in cui il compagno Simone Cerasuolo conquista il bronzo. A completare l’affresco, Sara Curtis regala la prima medaglia azzurra della storia nella gara regina del nuoto, i 100 stile libero, terza sfiorando l’argento per un centesimo.
Doveva essere il giorno dei grandi nomi e così è stato, con il solo Thomas Ceccon a mancare il podio per una questione di 4 centesimi, in una gara dei 50 farfalla molto più competitiva rispetto a quando – quattro anni fa – ottenne l’oro. Ma le soddisfazioni non tardano ad arrivare, prima coi 100 stile femminili e poi con la rana maschile, un assolo tutto italiano.
A partire a tutta, come in semifinale, è un Cerasuolo che questa volta non crolla nella vasca di ritorno. Ai 75 metri, però, fa capolino dalla corsia centrale un Martinenghi sempre in scia, mette la freccia e chiude davanti a tutti in 58″58.
In carriera ha già vinto tutto quel che c’era da vincere, il lombardo, eppure a bordo piscina si commuove “come nemmeno alle Olimpiadi: oggi per me è stato molto semplice, ma è stato un anno difficilissimo – racconta Martinenghi – in cui ho più volte pensato la piscina fosse passata in secondo piano. Ma questo è il mio mondo, non smetto mai di stupirmi: quando poi ti accorgi che hai il cuore per lottare vedi che non hai niente di cui aver paura”. “Nicolò è un esempio per tutti noi: ci trasmettere voglia di combattere – lo omaggia il compagno Cerasuolo -. E i miei ultimi dieci metri sono stati, infatti, di solo cuore”.
Ma la gloria azzurra non si ferma qua, perché Simona Quadarella, poco dopo, stronca la resistenza di Isabel Gose attorno ai 600 metri nel testa a testa con la tedesca per il titolo degli 800 stile. Doveva essere una gara a due e così è stata, con la rivale della romana partita forte ma con quest’ultima che, consapevole di valere di più, ha saputo aspettare il momento giusto per piazzare il colpo.
“Riconfermarsi è la cosa che dà più soddisfazione – afferma a fine gara -. Oggi è stata una bella giornata, siamo partiti col piede giusto già da ieri e stiamo ingranando tutti”. Tra questi, c’è una Sara Curtis un pizzico delusa per il mancato argento (52″72 lei, 52″71 Milou Van Wijk), ma soprattutto fiera della sua prima medaglia in vasca lunga tra le grandi, in una gara dominata col record dei campionati dall’altra olandese Marrit Steenbergen. “Sono veramente contenta, è una medaglia importantissima per la mia crescita – esulta a fine gara -. È un riscatto, ho scritto una pagina importante per me e per la storia del nuoto italiano. Sono morta, ma contentissima. Speravo di fare leggermente meglio alla fine, ma sarà un motivo per lavorare meglio”.
Oltre a loro, la giornata italiana vede Benedetta Pilato e Lisa Angiolini ottenere il pass per la finale dei 100 rana, Thomas Ceccon per quella dei 200 dorso (col brivido, 20 minuti dopo la finale a farfalla), Silvia Di Pietro per i 50 farfalla e Carlos D’Ambrosio per i 100 stile libero. Unica stonatura di giornata, in mattinata, la 4ž100 misti mista squalificata in batteria per una gambata irregolare nella frazione a rana di Ludovico Viberti. Sarebbe potuta essere, in serata, la quinta medaglia, ma ci sarà tempo per rifarsi.
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