Piantedosi: ‘Ue sia più rigorosa con i membri che fanno scelte ideologiche’ – Notizie – Ansa.it


Il caso di Ceuta non è una “speculazione politica contro la Spagna. Non è questa la logica che muove questo governo, il cui unico obiettivo è la tutela della sicurezza nazionale. È per questo che stiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Cos il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante l’audizione in Commissione Schengen.

Sullo stop a Schengen con la Spagna, “quel che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. Non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in commissione Schengen, che aggiunge: “mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo, la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro ammissione, ad una logica sostanzialmente ritorsiva“.

“Anche la Germania, dopo una serie di chiusure parziali solo per determinati frontiere, a partire dal 2025 ha esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante l’audizione in Commissione Schengen sotolineando che “non va dimenticato che il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è stato attivato centinaia di volte negli anni dai Paesi europei”. Il titolare del Viminale ha ricordato che “la stessa Spagna vi ha fatto ricorso 19 volte a partire dal 2009, così come alcuni altri Paesi hanno fatto nei confronti dell’Italia o di altri partners. Attualmente sono diversi i Paesi che praticano questa misura, come, ad esempio, la Francia, l’Austria, la Germania, la Danimarca, l’Olanda, la Polonia, la Svezia e la Norvegia”. Per Piantedosi, in particolare, è “emblematico il caso della Francia che oramai dal lontano 2015, cioè da 11 anni, mantiene chiuse delle frontiere con Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e con la stessa Spagna”. Per questo, conclude, “sorprende che a fronte di questa misura generalizzata e, oramai, di fatto permanente, non vi siano state le stesse reazioni che si sono sviluppate in Italia, e contro l’Italia, per una decisione proporzionata sia nell’attuazione che nella durata limitata ad un mese”.

“Dal ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna, abbiamo effettuato 3 arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui 6 marocchini“. Cos il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante l’audizione in Commissione Schengen.

“Dall’inizio dell’anno, gli sbarchi in Italia sono calati del 55% rispetto al 2025 e, se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno, i numeri crollano dell’82%. Nel 2026, in sostanza, sono sbarcate circa 17.000 persone, cioè a dire meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante l’audizione in Commissione Schengen. “Ci tengo a evidenziare che negli ultimi quindici anni in Italia si sono registrati due cali significativi, e non casuali – ha aggiunto Piantedosi – . Il primo nel 2018, quando il collega Salvini era ministro dell’interno e il sottoscritto era capo di Gabinetto. Il secondo oggi, grazie alle politiche messe in atto dal governo Meloni. Questo trend consolidato è un segno tangibile dell’efficacia che possono raggiungere strategie pragmatiche e credibili come quelle che abbiamo sviluppato negli ultimi anni. Altro dato significativo è quello relativo alle espulsioni per motivi di sicurezza nazionale: dall’ottobre del 2022 ad oggi ne sono state effettuate 256. Cresce, inoltre, il trend dei rimpatri che, nel corso del 2026, sono già arrivati a circa 5.300, cioè quasi il doppio dello stesso periodo del 2024 e del 2025″.

“L”Europa deve essere più rigorosa nei confronti degli Stati membri che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell’Unione. Proteggere le frontiere europee e garantire la tenuta del complessivo sistema di gestione dell’immigrazione è la nostra priorità”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante l’audizione in Commissione Schengen, che aggiunge: “L’Europa dovrebbe rafforzare il principio di condizionalità nei confronti dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, legando in misura più stringente gli aiuti e le forme di cooperazione alla concreta collaborazione”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link