Le forze dell’ordine marocchine sono ricorse a cariche con i gas lacrimogeni per disperdere decine di migranti sulle alture della città costiera di Fnideq, ad un paio di chilometri alla frontiera di Ceuta. Al momento – come riporta anche l’agenzia Efe – la situazione sarebbe comunque sotto controllo e non c’è alcuna notizia di feriti ma solo di alcuni fermi. Le immagini trasmesse dell’emittente pubblica iberica Tve mostrano alcune centinaia di migranti subsahariani mentre cercano di avanzare dalle alture sorvegliate da decine di agenti di polizia e della gendarmeria reale marocchina, oltre che da droni. Mentre, dal lato spagnolo della frontiera, sono schierati veicoli militari.
Migliaia di agenti marocchini sono impegnati nel dispositivo predisposto per impedire nuovi arrivi in massa a Ceuta, dopo gli appelli diffusi sui social network in vista del 15 agosto. I migranti dispersi sono rimasti nella zona, segnalano le fonti. Le misure sono state rafforzate dopo la crisi del 30 e 31 luglio, quando circa 80mila migranti attraversarono il confine, provocando 82 morti sul lato spagnolo della frontiera, stando ai dati diffusi dall’Istituto di Medicina Legale di Ceuta, che ha realizzato le autopsie sulle salme. Sarebbero almeno 141 le vittime dai due lati della frontiera, secondo le stime di organizzazioni umanitarie, fra cui Caminando Fronteras.
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