Sono iniziati ad arrivare domenica i primi aiuti per migliaia di sfollati sull’isola indonesiana di Flores, colpita da un forte terremoto che ha provocato almeno 48 morti, decine di feriti e danni a centinaia di abitazioni ed edifici.
Circa 5.000 persone hanno lasciato le proprie case dopo il sisma di magnitudo 7,7 che ha colpito l’isola nella mattina di sabato. Nelle ore successive sono state registrate almeno 341 scosse di assestamento, secondo Berton Suar Pelita Panjaitan, portavoce dell’agenzia nazionale per la gestione dei disastri (Bnpb). In alcune zone mancano ancora elettricità e collegamenti telefonici, mentre almeno una strada utilizzata per raggiungere le aree colpite resta impraticabile.
I tredici turisti bolognesi che erano rimasti bloccati sull’isola indonesiana di Flores, sono riusciti a lasciare l’isola, sebbene non ancora per tornare a casa. In tarda mattinata, ora italiana, si sono imbarcati su un volo per Bali, dove la situazione risulta più tranquilla. Dall’aeroporto di Denpansar, a Bali, dovrebbero poi con meno difficoltà riuscire a trovare un altro volo che li porti fino in Italia, anche se i tempi non sono ancora chiari. Il gruppo di bolognesi si trovava in barca nell’arcipelago di Komodo al momento della prima scossa. A causa dell’allerta tsunami erano stati trasferiti nel villaggio più vicino, per poi essere trasportati in zone più elevate e infine in un albergo a Labuan Bajo, consigliato dall’ambasciata italiana a Jakarta con la quale sono stati, nelle ultime ore, in contatto costante. “Il nostro albergo ha riportato alcune crepe, ma nulla di grave, è abbastanza sicuro”, aveva raccontato uno dei turisti poche ore prima di lasciare l’isola di Flores.
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