Insegnare il
francoprovenzale ai turisti e a chi visita Celle San Vito, il
più piccolo comune della Puglia in provincia di Foggia, è l’idea
lanciata dal gruppo che si occupa dello sportello linguistico
nel comune di 144 abitanti che, grazie ai video dei residenti
pubblicati sulle pagine social, si sta facendo conoscere in
tutto il mondo, con circa 1 milione e 200mila visualizzazioni
totalizzate in poco più di un mese. La varietà linguistica è
parlata nel piccolo borgo dei Monti Dauni che, insieme al vicino
comune di Faeto, costituisce l’unica isola linguistica
francoprovenzale del Sud Italia.
“La nostra lingua è molto importante – spiega all’ANSA la
sindaca Palma Maria Giannini – . È la nostra identità, è la
dimostrazione delle nostre radici. Siamo orgogliosi di portarla
avanti e ci stiamo impegnando anche per essere conosciuti
attraverso la nostra lingua”. “Stiamo preparando la seconda
edizione del vocabolario in lingua francoprovenzale – spiega
Virginia Carosielli, tra le addette allo sportello linguistico –
. Ci stiamo lavorando da un po’, inserendo nuovi termini, nuove
parole che non rientrano tra quelle menzionate nella prima
stesura e stiamo rivedendo soprattutto la parte dedicata al
suono di alcune parole. Ogni qualvolta incontriamo un turista o
chi per curiosità giunge nel nostro borgo, ci rendiamo conto che
la nostra lingua attrae parecchio”.
A collaborare alla stesura del vocabolario un’insegnante in
pensione, nata e cresciuta nel piccolo borgo, Lina Giraldi, 78
anni. “A livello culturale il francoprovenzale è una grande
ricchezza – spiega – . Anche perché la particolarità del
francoprovenzale è che con un unico termine riusciamo a
formulare un’intera frase che, in italiano, ha bisogno di molte
più parole. Davvero può divenire un attrattore turistico. Stiamo
in dirittura d’arrivo con il vocabolario che potrebbe essere
pronto già per la prossima estate”.
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