“Ho sbagliato. Non ho mai commesso reati, è la prima volta che succede e sono molto dispiaciuto”. Ha detto questo, durante l’udienza di convalida, un uomo di 42 anni arrestato con l’accusa di avere costretto una 13enne a subire atti sessuali all’interno del minimarket in cui lavora.
Il giudice ha ravvisato nei suoi confronti “gravi indizi di colpevolezza” anche perché il racconto della giovanissima vittima, oltre ad essere logico e lineare, è avvalorato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. Poi ne ha disposto la scarcerazione con il solo obbligo di firma in virtù del fatto di essere incensurato, dell'”atteggiamento collaborativo” e dalla “resipiscenza” dimostrata durante l’interrogatorio. La vicenda si è svolta a Torino ed è stata raccontata dal quotidiano “La Stampa”. La 13enne era andata nel minimarket per fare acquisti. Al momento di pagare è stata pesantemente importunata dall’uomo. Dopo essere uscita “di corsa” dal negozio ha chiamato la mamma.
La famiglia si è subito rivolta alla polizia. Il pm Paolo Cappelli aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il 42enne è stato difeso dall’avvocata Francesca D’Urzo. Il gip, nel disporre la scarcerazione, ha fatto presente che è stato lo stesso indagato ad attivarsi per permettere la visione delle immagini delle telecamere: da queste, peraltro, si ricava che pochi minuti prima aveva avvicinato e importunato un’altra cliente, una donna di circa 40 anni. Il ministero della Giustizia disporrà l’invio degli ispettori al Tribunale di Torino per effettuare verifiche in merito alla vicenda del cittadino bengalese scarcerato dopo 48 ore, nonostante fosse accusato di aver commesso abusi sessuali nei confronti di una bambina di 13 anni nel minimarket dove lavorava come commesso.
“Rilevo che la decisione del Gip rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire. Nondimeno, tenuto conto della eccezionalità del caso e dell’allarme sociale cagionato, ho disposto l’invio di ispettori per acquisire ogni valutazione utile”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, Non solo è stato scarcerato e messo all’obbligo di firma il 42enne negoziante torinese indagato per l’aggressione sessuale a una ragazzina di 13 anni. Il gip non ha neppure convalidato il fermo, che era stato eseguito dalla polizia. Lo si ricava dall’ordinanza. Secondo il giudice a carico dell’uomo ci sono in effetti “gravi indizi di colpevolezza”. Però, a differenza di quanto ha detto il pm, non sussisteva il “fondato” pericolo di fuga, presupposto essenziale per il fermo. Esistono comunque le esigenze cautelari che giustificano l’obbligo di firma: in particolare, “il concreto e attuale pericolo di commissione di reati” analoghi.
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