Nuovi raid su Hormuz, Trump: ‘Colpiremo duro se l’Iran risponde’. Pezeshkian incontra Putin e Xi – Notizie – Ansa.it


Sei mesi dopo l’attacco israelo-americano che ha dato il via alla guerra nel Golfo Persico, il presidente iraniano Massud Pezeshkian ha incontrato Vladimir Putin e Xi Jinping, incassando in particolare dal leader del Cremlino l’assicurazione che Mosca rimane fedele ai rapporti di amicizia sulla base del Trattato di partenariato strategico tra i due Paesi e quindi intende fornire a Teheran “l’aiuto necessario” in “questo periodo difficile”.

Poche ore dopo i colloqui, svoltisi a Bishkek a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco), gli americani hanno ripreso a bombardare postazioni dei Pasdaran iraniani vicino allo Stretto di Hormuz.

La televisione di Stato di Teheran ha riferito che cinque deflagrazioni sono state udite nei pressi del villaggio di Masan nell’isola di Qeshm, e altre quattro nello Stretto di Hormuz, sul quale si affaccia l’isola, vicino alla città di Bandar Abbas. L’agenzia Irna ha riferito che quattro proiettili hanno colpito alcune zone della provincia sud-orientale del Sistan-Baluchistan, a est dello Stretto. L’aeroporto di Jiroft nel sud dell’Iran, nella provincia di Kerman, è stato preso di mira da un attacco aereo.

Il presidente Usa Donald Trump ha parlato di raid “massicci e potenti” decisi “in risposta al fallito tentativo iraniano di piazzare mine navali nello Stretto, attualmente privo di mine”, e “al lancio di otto missili (tutti abbattuti con successo) contro la nostra base militare in Giordania”. “Se l’Iran dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità”, ha scritto Trump sul suo social Truth. Il tycoon minaccia di annientare l’Iran. Se l’Iran dovesse reagire agli attacchi americani “subirebbe un colpo molto più duro. Se si arrivasse a una terza volta, il Paese verrebbe completamente annientato”, ha detto in un’intervista a Fox .

Ma i Guardiani della rivoluzione (i Pasdaran) hanno subito risposto dopo gli attacchi che gli Stati Uniti “si pentiranno” di avere compiuto i nuovi raid. “Una punizione severa attende gli aggressori; gli Stati Uniti si pentiranno dei loro nuovi attacchi”, ha dichiarato il portavoce dei Guardiani, Hossein Mohebi, Il vertice Sco a Bishkek, intanto, ha offerto a Pezeshkian l’occasione per affermare che la Repubblica islamica punta sulla via diplomatica per mettere fine al conflitto. 

E in serata l’esercito iraniano ha lanciato un’ “operazione decisiva” contro obiettivi statunitensi nella regione, stando all’agenzia di stampa Tasnim secondo cui “è iniziata un’operazione decisiva da parte delle forze armate iraniane in risposta al nemico statunitense. Le basi e gli interessi statunitensi nella regione sono presi di mira da missili e droni iraniani”.

“Se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nel Memorandum d’intesa (firmato in giugno), faremo lo stesso immediatamente”, ha assicurato il presidente iraniano. Il primo ministro pachistano, Shehbaz Sharif, ha detto che il Memorandum, sottoscritto grazie alla mediazione del suo governo, offre “la via più praticabile per una pace duratura”. Pezeshkian ha tuttavia lamentato che, “anche quando le parti raggiungono un quadro politico per fermare il conflitto e avviare i negoziati, la mancanza di garanzie per un’attuazione efficace e il ritorno a una politica di pressione e minacce possono portare al fallimento del percorso diplomatico”.

Perciò, “gli Stati Uniti devono tornare ai loro impegni e rispettare i termini del Memorandum d’intesa di Islamabad per porre fine alla guerra”, ha rincarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Quanto alla Russia, essa rimane “solidale con il popolo iraniano”, ha garantito Putin. “Ammiriamo il vostro coraggio e la vostra determinazione nella lotta per i vostri interessi nazionali”, ha aggiunto il presidente russo, nel primo incontro con il presidente della Repubblica islamica dall’inizio delle ostilità. “Apprezziamo e vi ringraziamo – ha risposto Pezeshkian – per le vostre posizioni in ogni fase, sia durante il periodo in cui si sono verificati i combattimenti e gli atti di aggressione, sia in circostanze normali, quando gli Stati Uniti ci imponevano sanzioni, sia alle Nazioni Unite che nei forum internazionali”.

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