Freddie Mercury nasceva a Zanzibar il 5 settembre 1946. Oggi compirebbe 80 anni ma nell’immaginario collettivo ne avrà per sempre 45, l’età che aveva quando la sua corsa nella vita si fermò. Il 24 novembre 1991 a Londra fu stroncato dall’Aids, malattia all’epoca poco conosciuta e poco curabile. La morte prematura, come accade con alcune celebrità, lo consacrò nel mondo dei miti.
Nel 1970, insieme al chitarrista Brian May e al batterista Roger Taylor, aveva fondato i Queen, ai quali un anno più tardi si era aggiunto il bassista John Deacon. Frontman e voce del leggendario gruppo, teatrale nelle movenze, presenza scenica indiscutibile, Freddie Mercury è stato un performer istrionico ma riservato sulla sua sfera privata e sulla malattia, tenuta segreta fino a quando la sua vita era agli sgoccioli. Icona pop assoluta, è ancora oggi amatissimo da più generazioni di fan ed emulato da artisti di tutto il mondo, anche se il suo carisma resta unico ed inimitabile nel panorama della musica internazionale.
Musicista eclettico ed evoluto, era di etnia Parsi e fino all’adolescenza era cresciuto in India. Si chiamava Farrock Bulsara, ma il nome anagrafico è stato cancellato nel tempo dalla gloria dello pseudonimo Freddie Mercury.
Concentrava una vocalità da melodramma con la sua teatralità, all’epoca giudicata ‘ambigua’, in un genere rock pop che ha contrassegnato un’epoca con pezzi inossidabili come l’epica Bohemian Rapsody (mix di suoni tra ballade, opera, heavy rock, con il coro in evidenza) e canzoni memorabili come Somebody to Love o brani manifesto come We Are the Champions, The Show Must Go On e Under Pressure, veri e propri inni. Le sue performance con i Queen sono un master di come si sta su un palcoscenico. Quella al Live Aid nel 1985 un momento da incorniciare come pure la presenza al Festival di Sanremo nel 1984 con la ribellione al playback sulle note di Radio Ga Ga.
Il mito di Freddie Mercury rivive tutt’oggi. Sono in corso a Montreux, in Svizzera, i Freddie Days che comprendono musica, incontri e anche la mostra ‘Queen and Freddie Mercury: two photographers, two perspectives’, con immagini di Denis O’Regan – che ha scattato foto anche di David Bowie ora esposte a Venezia in una installazione – e Ben Parea che documentava i concerti dal pubblico.
C’è poi un appuntamento sul grande schermo per i fan dei Queen e di Mercury: infatti, dopo 40 anni, il leggendario live della band del 27 luglio 1986 a Budapest rivive nei cinema, dal 7 all’11 ottobre restaurato in 4K. Fu il primo rock show di una band occidentale in uno stadio oltre la cortina di ferro e l’ultima esibizione dei Queen con Freddie Mercury ad essere filmata.
Freddie Mercury
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