Nella notte tra l’8 e il 9 settembre, le forze russe hanno attaccato la città di Kiev e l’oblast’ di Kiev, provocando incendi e danneggiando un impianto di trasformazione alimentare a Bila Tserkva, nonché un edificio non residenziale, un garage e alcuni camion nella capitale ucraina. Lo ha reso noto il Servizio statale di emergenza dell’Ucraina citato da Ukrainska Pravda.
Un attacco con droni russi anche contro un valico di frontiera tra Ucraina e Moldavia ha provocato morti e feriti. Lo riferiscono le guardie di frontiera ucraine, senza fornire cifre precise al momento. “Nella notte – si legge – la Russia ha attaccato con droni il valico stradale di Starokozache, al confine con la Moldavia. Si registrano vittime civili, sia feriti che deceduti“.
Il valico ha subito danni e le operazioni sono state sospese, ha aggiunto il Servizio di guardia di frontiera ucraino, precisando che le autorità moldave sono state informate dell’attacco. Starokozache si trova all’estremità sud-orientale del confine tra Ucraina e Moldavia, a circa 70 chilometri dalla città ucraina di Odessa e a 130 chilometri da Chisinau, la capitale moldava.
Due civili sono stati uccisi in un attacco con droni russi contro un posto di blocco al confine dell’Ucraina con la Moldavia.«Questa notte, i droni nemici hanno attaccato il posto di blocco stradale internazionale di Starokozache al confine con la Moldavia», ha scritto sui social media il governatore della regione di Odessa, Oleg Kiper. «Purtroppo si registrano vittime tra i civili che si trovavano nei pressi del posto di controllo: secondo le prime informazioni, due persone sono state uccise e tre sono rimaste ferite». Un’immagine allegata al messaggio di Kiper mostrava un posto di frontiera deserto e disseminato di detriti. L’attacco ha costretto alla chiusura del posto di controllo, situato a circa 500 chilometri a sud di Kiev, secondo quanto riferito dal Servizio statale di guardia di frontiera ucraino.
Il capo della Difesa: ‘Acquistati 1.000 missili Patriot con uso di un prestito Ue’. Le consegne nei prossimi anni, Kiev chiede ai partner missili dalle loro scorte
Kiev sta firmando contratti per l’acquisto di circa 1.000 missili Patriot utilizzando un prestito dell’Ue, le cui consegne inizieranno solo nei prossimi anni. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa ucraino Yevgeny Khmara durante una riunione del Gruppo di contatto di Ramstein. “Con l’assistenza dei nostri partner e grazie al prestito dell’UE – ha detto – stiamo firmando contratti per circa 1.000 missili Patriot”. Secondo l’organo di informazione Ukrinform, Khmara ha precisato che le consegne dei missili avverranno in gran parte nei prossimi anni. Kiev chiede anche ai partner di fornire missili attingendo alle loro scorte. “Vi esortiamo a cedere missili dai vostri arsenali in cambio di futuri missili migliorati, che verranno forniti nell’ambito dei nostri contratti”, ha detto Khmara.
Secondo il ministro della Difesa ucraino, Kiev ha bisogno di ricevere dai partner 300 missili Patriot, 500 missili aria-aria, sistemi di difesa aerea portatili e finanziamenti per 2 miliardi di dollari destinati ai droni. Khmara ha aggiunto che l’Ucraina deve far fronte a un deficit di 27 miliardi di dollari nel bilancio della difesa, invitando i partner ad adottare “le decisioni finanziarie necessarie”. Ieri i Paesi dell’Unione Europea hanno approvato una deroga che consente all’Ucraina di acquistare missili intercettori per il sistema di difesa aerea Patriot utilizzando i fondi del prestito Ue da 90 miliardi di euro. In precedenza, Kiev aveva presentato una richiesta ufficiale alla Commissione Europea per autorizzare l’acquisto di missili di fabbricazione statunitense, dato che il programma dà priorità all’acquisto di armamenti presso aziende della difesa europee.
Zelensky: ‘Fedorov? Mai più sentito, pronti a compromessi ma ci servono difese aeree. L’Europa deve essere al tavolo, è una questione di sicurezza reale’
“Fedorov? Non lo vedo da tempo ed è un po’ che non si fa sentire da queste parti. Mi dicono che si trovi all’estero. Non ho dettagli: nessuna chiamata, nessun messaggio”. Lo afferma, in un’intervista a La Stampa e ad altri media internazionali, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Vorrei innanzitutto – prosegue Zelensky – ringraziare la parte americana per aver contribuito a sbloccare i negoziati tra ucraini e russi. Abbiamo avuto una notte difficile, con molti feriti e morti. Abbiamo parlato delle nostre necessità, soprattutto del pacchetto invernale e di quello per la difesa contro i missili balistici. La nostra aviazione ha lavorato molto bene, sono stati abbattuti alcuni missili balistici e più di tre dozzine di missili da crociera. In totale erano circa 180 obiettivi e ne è stato abbattuto il 90%, è passato un solo missile da crociera. È un buon risultato, ma non è sufficiente. Abbiamo bisogno di missili”.
“Stiamo preparando il programma Freyja – afferma ancora il presidente ucraino – e spero che gli Stati Uniti lo sostengano. Con gli europei porteremo avanti un negoziato che dovrà condurre a risultati giusti e duraturi, ma fino ad allora abbiamo bisogno dei pacchetti americani per la difesa antimissile. Conto di incontrare Trump intorno al 20 di questo mese e voglio sollevare anche questo tema. Spero che avremo un risultato. Sui colloqui ci stiamo muovendo verso un formato trilaterale, ma non posso rivelare i dettagli: abbiamo concordato con gli americani di lavorare prima internamente e poi comunicare pubblicamente”.
“Dalla fine del 2025 – continua – l’Ucraina si è rafforzata, mentre la Russia ha subito perdite pesanti ottenendo pochi risultati. Noi siamo pronti al compromesso, ma devono fare passi avanti entrambe le parti. Non può essere sempre l’Ucraina a cedere: abbiamo già fatto molti compromessi. La nostra posizione di fondo è chiara: l’Ucraina deve impedire alla Russia di ottenere ulteriori risorse per finanziare la guerra”. “L’Europa deve essere al tavolo, non è soltanto una questione di aiuti, denaro o armi, è una questione di sicurezza reale” conclude Zelensky.
Colagrande: ‘Droni e uso dell’AI, così la guerra in Ucraina sta cambiando la Nato. Dobbiamo velocizzare la capacità dell’Alleanza’
“La guerra in Ucraina sta cambiando la Nato. Quello che stiamo imparando dalle crisi internazionali è che l’innovazione nel campo della difesa a cui eravamo abituati, ovvero sviluppare sistemi d’arma che impiegavano anni prima di poter essere usati sul terreno dal momento in cui venivano concepiti, è qualcosa che non ci possiamo più permettere“. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, il generale Aurelio Colagrande, vicecomandante Supremo Alleato per la trasformazione della Nato.
“Dobbiamo velocizzare la capacità dell’Alleanza – aggiunge – non soltanto di innovarsi e quindi di capire quali sono i trend e le evoluzioni sul campo, ma anche di trasformarli in sistemi d’arma che possono essere utilizzati. Anche perché stiamo vedendo in Ucraina che l’evoluzione non è più in termini di anni ma di mesi, se non addirittura a volte di settimane. I droni sono il caso più evidente ma non l’unico, si parla anche delle modalità di comando e controllo e dell’implementazione dell’Intelligenza artificiale: tutte cose che stiamo imparando da quello che sta succedendo in Ucraina, che ci porta a dover essere più veloci nel trasformare le capacità operative dell’Alleanza. È una questione che riguarda un po’ tutta l’industria occidentale, che non era attrezzata per far fronte ai nuovi trend che arrivano dal campo di battaglia”. E le lezioni apprese dalla guerra in Iran? “Che le minacce di tipo sofisticato possono venire da tanti attori diversi e su domini diversi: cyber, Intelligenza artificiale, spazio” afferma ancora Colagrande.
“Abbiamo ancora bisogno degli intercettori sofisticati – continua -, quindi missili di tipo Patriot come pure di velivoli come F35 e Eurofighter, sono insostituibili; ma abbiamo anche bisogno di intercettori a basso costo prodotti in massa, che possano essere usati contro i droni a basso costo in quantità decisamente superiori al passato” conclude l’alto ufficiale della Nato.
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