Venezia, il Leone d’oro a ‘Woman Unkown’, il premio della Giuria a ‘Naza’, Coppa Volpi a Arcel e Malkovich – Notizie – Ansa.it


Si conclude oggi l’83/a Mostra Internazionale D’arte Cinematografica di Venezia, con la cerimonia di premiazione in Sala Grande, condotta come quella d’apertura da Greta Scarano e Nicolas Maupas. 

Nonostante l’importante presenza nel Concorso ufficiale di Venezia 83, l’Italia resta fuori dai premi. A rappresentare il nostro Paese erano cinque film, Succederà questa notte di Nanni Moretti, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, L’estranea di Paolo Strippoli e Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis. 

I PREMI

Il Leone d’Oro per il miglior film della 83/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia va a Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia). 

La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile va a John Malkovich nel film Wild Horse Nine di Martin McDonagh (Uk, Usa, Cile). 

La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile va a Mathilde Arcel nel film Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia). 

Il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” va a La Maison du Vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar). Ad assegnare il premio è stata la giuria presieduta da Carolina Cavalli e composta da Akinola Davies Jr. e Ted Hope. 

Il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente va Malou Khebizi nel film 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn. 

 

SEZIONE ORIZZONTI

Il Premio nella sezione Orizzonti per la migliore sceneggiatura va a Tommaso Landucci e Damiano Femfert per il film I Figli della Scimmia di Tommaso Landucci.

Il Premio nella sezione Orizzonti per la migliore interpretazione maschile va a: Riccardo Scamarcio nel film I Figli della Scimmia di Tommaso Landucci (Italia).  “Voglio dedicare questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio e alla mia agente Martina e condivido questo premio con un giovane attore al suo debutto, Andrea Aggio (il giovane interprete, realmente disabile, che recita nel film ndr)… Andrea abbiamo vinto!”, ha detto Scamarcio, alzando il premio.

“Voglio menzionare il popolo della mia patria, l’Iran, che vive sotto la pressione più forte di sempre vorrei dedicare questo premio alle donne del mio Paese, che hanno pagato il prezzo più alto anche per la più piccola forma di libertà. Oggi più che mai, continuano a portare avanti i loro sogni, il loro coraggio e la loro speranza. Credo che un giorno il nostro sogno si avvererà per il nostro popolo, per tutti noi”. Lo ha detto emozionata Laleh Marzban vincitrice nella sezione Orizzonti il premio come migliore attrice per Falling House di Mohsen Gharaei.

 

 

Film di chiusura fuori concorso è Dio Ride di Giovanni Veronesi, interpretato da Pierfrancesco Favino, Paolo Rossi, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi e Carlo Cecchi. Protagonista è Fra Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino), un cappuccino che, con semplicità e immediatezza, diffonde di villaggio in villaggio il Vangelo in Toscana, parlando di un Dio capace anche di ridere e vicino alle persone. Un messaggio che lo rende sempre più popolare, portando le autorità religiose locali ad accusarlo di eresia.

 

 

Totoleone tra Possible Love, Naza, McDonagh e El-Toukhy

Se si volesse dar credito alla stampa internazionale il film coreano ‘Possible Love’ di Lee Chang-dong e ‘Naza’, docu bomba di Yuval Abraham e Rachel Szor sui cinici esecutori del sistema di attacco alla Striscia di Gaza incurante delle vittime civili, sono ad oggi a pari merito nel Totoleone dell’83/a Mostra del Cinema di Venezia, che si chiude stasera. Il primo, ispirato a uno dei capitoli del Decalogo di Kieslowski con il racconto asciutto di come sia difficile mettere insieme lotta di classe e sesso, aspira con più probabilità alla parte alta della classifica, mentre non è così per Naza, titolo per il quale sicuramente peseranno ragioni politiche ed una certa esposizione che potrebbe infastidire una certa Hollywood.
Maggie Gyllenhaal, presidente di giuria, oltre ad essere di origine ebraica da parte materna, nelle dichiarazioni si è mostrata sempre cauta nel prendere posizione, ma è anche vero che la figlia Ramona l’anno scorso è stata arrestata a una manifestazione pro Palestina. Insomma staremo a vedere. Comunque Naza ha oggi un volano in più: i venticinque minuti di applausi in sala, un record rimbalzato anche sui siti americani.
‘Wilde Horse Nine’, tra spy story, thriller e commedia, a firma di Martin McDonagh con John Malkovich e Sam Rockwell nei ruoli di due improbabili agenti della Cia in missione in Cile, ha ottime probabilità di approderà nel palmares. In corsa anche lo straordinario Malkovich.
Anche ‘Woman Unknown’ della regista May El-Toukhy potrebbe entrare nella parte alta dei premi: è diretto da una donna e poi ha una protagonista, Marie, in odor di essere un ‘horizontal collaborators’, interpretata da una straordinaria Mathilde Arcel da premio. ‘Look Back’ di Hirokazu Kore-eda, adattamento di un manga cult di Tatsuki Fujimoto, mantiene la sua posizione e potrebbe aspirare ai premi maggiori.
Ma riconoscimenti potrebbero arrivare anche per ‘Un bon petit soldat’ di Stéphane Brizé con una brava Alba Rohrwacher da Coppa Volpi nel ruolo della nuova responsabile delle risorse umane di una grande assicurazione diretta da Vincent Lindon.
C’è poi ‘Bunker’ di Florian Zeller, thriller psicologico con protagonisti Javier Bardem e Penélope Cruz nel ruolo di una coppia in crisi da quando al marito, architetto alla moda, viene commissionato da un potente magnate un bunker faraonico da costruire alle Hawaii. Un film p
erfetto per la sala ma anche con contenuti.
Per gli italiani in pole position: ‘L’estranea’, thriller/horror di Paolo Strippoli (in corsa anche Valeria Bruni Tedeschi) che resta ancora oggi il meglio accolto dalla stampa internazionale e, a seguire, ‘Ritorno a Buenos Aires’ di Marco Bechis, passato oggi in concorso con un Adriano Giannini forse nel suo ruolo migliore.
Sempre restando nell’ambito della Coppa Volpi potrebbero correre tra le attrici anche Vanessa Scalera, mattatrice assoluta del film d
i Edoardo De Angelis ‘Il fuoco che ti porti dentro’; le incredibili e sincronizzate sorelle Mara di ‘Bucking Fastard’ di Werner Herzog.
Sul fronte maschile oltre al già citato e inarrivabile Malkovich, a correre potrebbe essere l’attore minimalista e anti glamour per eccellenza Misagh Zareh, dottore depresso nel bel film
iraniano ‘A Bit Of Light’ Ali Asgari. 

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