Trump show a Dublino: ‘un’Irlanda unita sarebbe fantastica’ – Notizie – Ansa.it


Donald Trump atterra nella verde Irlanda e dà vita a un nuovo show: assesta un doppio colpo alla Gran Bretagna, “junior partner” dell’America, secondo l’infelice definizione dell’ex inquilino conservatore di Downing Street, David Cameron. L’Irlanda “unita” sarebbe “fantastica”, dice il tycoon, che, se gli fosse richiesto, sarebbe anche pronto a impegnarsi per risolvere la disputa tra Argentina e Regno Unito sulla sovranità delle isole Falkland.

“Ci prendiamo un attimo di respiro”, aveva chiarito sabato sera il presidente Usa prima di imbarcarsi sull’Air Force One diretto verso Dublino per un fine settimana lungo sul suo campo da golf di Doonbeg per l’Irish Open, dopo le fatiche della convention repubblicana di Dallas, su cui ha puntato per ribaltare i sondaggi che vedono i democratici in vantaggio alle elezioni di midterm di novembre. Invece, nella conferenza stampa con il premier irlandese Micheál Martin, il presidente ha affermato di “desiderare molto” un’Irlanda “unita” e che “prima o poi succederà. Penso che sarebbe fantastico, come potrebbe essere una cosa negativa?”, ha risposto a una domanda sull’unificazione della Repubblica d’Irlanda e dell’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito.

“Mi piacerebbe vederla unificata. Prima o poi succederà. Qui c’è l’uomo giusto per far partire il processo”, ha aggiunto, indicando Martin. “Credo che sarebbe una cosa fantastica; penso che il Regno Unito avrebbe qualcosa da ridire al riguardo, ma ritengo che sarebbe un’ottima cosa. Come potrebbe essere un male?”. Secca la replica di Londra che sottolinea come la posizione del premier Andy Burnham sull’ipotesi di unificazione dell’Irlanda sia rimasta invariata da mercoledì quando aveva risposto alle domande dei parlamentari su un possibile referendum sui confini nell’Irlanda del Nord.

“Non mi risulta che vi sia un sostegno maggioritario dell’opinione pubblica a un altro referendum e, finché la situazione non cambierà, non ce ne sarà uno”, aveva detto il primo ministro. Anche il filotrumpiano Nigel Farage ha respinto l’ipotesi: “L’Irlanda del Nord è una parte orgogliosa e integrante del Regno Unito”. Trump ha rilanciato anche un’altra vexata quaestio per Londra: se richiesto, sarebbe pronto a favorire una composizione del contenzioso tra Argentina e Gran Bretagna sulle isole Falkland, ribaltando la postura di Ronald Reagan che nel 1982 si schierò senza il minimo dubbio a favore di Margaret Thatcher nella riconquista dell’arcipelago occupato dai militari argentini. E ha espresso poi dubbi addirittura sulla capacità del governo britannico di poter impiegare risorse per difendere un territorio così distante in caso di necessità.

“Hanno qualche problema con l’immigrazione, con l’energia e altre questioni di cui occuparsi – ha detto il tycoon -. Quindi non so se sarebbero disposti ad andare così lontano”. Nella sua trasferta, Trump ha avuto un brevissimo incontro con la presidente irlandese Catherine Connolly, politica carismatica di sinistra che figurava tra coloro che protestarono durante la visita del tycoon in Irlanda nel 2019, nel corso del suo primo mandato, e che in passato ha criticato la politica Usa in Medio Oriente e definito il presidente Usa un “bullo”. Oltre 10.000 persone hanno sfilato per le strade di Dublino per manifestare contro Trump: le proteste sono state programmate lungo tutte le tappe del su viaggio in Irlanda, incluse quelle nelle vicinanze del suo campo da golf di Doonbeg, dove The Donald passerà due notti prima di rientrare negli Usa.

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