Trump: ‘Contro l’IA c’è cospirazione, unico argine che serve è un presidente forte’ – Nord America – Ansa.it


“L’unico controllo o ‘argine’ di cui l’IA ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato), e gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che “l’amministrazione Trump ha impedito a certi ‘personaggi’ dell’IA di compiere azioni dannose o potenzialmente tali – come Dario” Amodei di Anthropic, “che ora finge di essere un ‘angioletto perfetto’ – e continueremo a farlo”. Trump quindi aggiunge che “e’ in atto una cospirazione malata contro l’IA e i data center, e l’unico Paese a rallegrarsene è la Cina. Teorici del complotto state in guardia”.

 

Trump torna a difendere la corsa all’intelligenza artificiale perché se gli Stati Uniti rallentano “l’unico paese a rallegrarsene è la Cina. Chi vince la sfida dell’IA, vince tutto. Siamo in vantaggio sulla Cina e su tutti gli altri, e continueremo a esserlo”, ha assicurato. “Teorici del complotto, sovversivi, traditori e responsabili di fughe di notizie: state in guardi”, ha avvertito il presidente in un lungo post sul suo social Truth.

“L’unico controllo o ‘argine’ di cui l’IA ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo), e gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome. L’amministrazione Trump ha impedito a certi ‘personaggi’ dell’IA di compiere azioni dannose o potenzialmente tali – come Dario (di Anthropic!), che ora finge di essere un “angioletto perfetto” – e continueremo a farlo”, ha aggiunto riferendosi al numero uno di Anthropic, la startup protagonista negli ultimi mesi di un contenzioso con il Pentagono.

“Disponiamo già di enormi poteri sanzionatori e normativi su queste aziende. È in atto una cospirazione malata contro l’IA e i data center, e l’unico Paese a rallegrarsene è la Cina”, ha messo in evidenza. 

 

Il vicepresidente Usa JD Vance ha attaccato le grandi aziende dell’intelligenza artificiale accusandole di volersi insinuare nella regolamentazione dei loro prodotti. “Trovo un po’ singolare il fatto che così tante aziende all’avanguardia nel settore dell’IA si rivolgano al governo implorandolo di regolamentarle. Mi dà un po’ l’idea di un cavallo di Troia”, ha dichiarato il vice presidente americano. “Non credo che gli americani debbano temere alcunché. Tuttavia dobbiamo essere consapevoli del fatto che ogni cosa comporta dei rischi, inclusa l’IA”, ha poi aggiunto. 

 

I democratici devono dare la priorità all’elaborazione di un piano per l’intelligenza artificiale. Pur senza definirsi né un “accelerazionista” né un “catastrofista”, l’ex presidente Barack Obama esorta i liberal a definire un’agenda specifica sul tema.
Intervenendo a una raccolta fondi nei giorni scorsi, l’ex presidente ha detto: “se io fossi candidato alla presidenza l’anno prossimo”, l’intelligenza artificiale “sarebbe uno dei punti principali del mio programma. Avrei un piano chiaro, e ne parlerei e direi : ‘questo è il nostro piano per la sicurezza, così garantiremo i nostri figli'”, ha spiegato Obama. “Valuterei in modo concreto le ripercussioni economiche e cercherei di capire cosa potrebbe significare” in termini di perdita di posti di lavoro”, ha aggiunto, secondo quanto riportato da Nbc.

 

 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link