Le ricerche di Gabriella Querino si sono interrotte stamattina alle 9, quando un cittadino ha visto il suo corpo in acqua, in zona Campalto. La donna è stata recuperata dai Vigili del fuoco, intervenuti con le autopompe lagunari. Per l’identificazione ufficiale bisognerà aspettare il riconoscimento dei familiari, in arrivo a Venezia dal Brasile. Ma gli inquirenti non hanno dubbi: è lei.
Era dispersa dall’alba di sabato 12, quando il barchino su cui viaggiava col marito Sean Michieli si è scontrato, nel canale Tessera, con un taxi acqueo. Lui, 25 anni, è stato portato all’ospedale dell’Angelo a Mestre, dove è stato dichiarato morto domenica sera. Lei, un anno più grande, non è stata trovata, nonostante il grande dispiegamento di Vigili del fuoco e Carabinieri, che ieri per un po’ di tempo hanno pure chiuso la circolazione del canale che porta all’aeroporto.
Stamattina, mentre iniziava il quarto giorno di operazioni, l’avvistamento che ha posto fine a un limbo straziante. Dopo essere stato portato a Campalto, il corpo della giovane è stato trasferito in obitorio per essere sottoposto a ispezione cadaverica. I primi rilievi farebbero emergere ferite compatibili con quelle di un incidente, a confermare quella che è sempre stata l’ipotesi privilegiata degli inquirenti.
Tuttavia, dopo il riconoscimento, verranno sentiti i familiari di Querino, che ai quotidiani hanno parlato di un litigio tra i due sposi avvenuto nella serata di venerdì chiedendo di ricostruire le ultime ore prima dell’incidente. Anche sulla donna, come su Michieli, verrà disposta l’autopsia.
“Si chiude nel modo più doloroso una vicenda tragica che in questi giorni ha tenuto con il fiato sospeso tutta la nostra città”, ha commentato via social il sindaco di Venezia Simone Venturini. Intanto si continua a lavorare per stabilire la dinamica dell’incidente. Per ora gli inquirenti non si sbilanciano e stanno facendo i rilievi sulle imbarcazioni. Altre indicazioni potrebbero arrivare dai test tossicologici disposti per il tassista, al momento indagato per omicidio stradale nella sua declinazione nautica. Ulteriori elementi potrebbero arrivare da due turisti americani, che erano a bordo del taxi acqueo coinvolto sabato mattina nello schianto. Gli inquirenti stanno cercando di rintracciarli, perché i due, che erano in partenza per gli Stati Uniti, sono saliti su un taxi passato successivamente.
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