Il governo, secondo quanto si apprende, ha chiesto ai sindacati di riaggiornare il tavolo a Palazzo Chigi dopo che la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l’udienza per discutere il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la chiusura dell’area a caldo. Il decreto con le misure a tutela dei lavoratori, che sarebbe dovuto arrivare in Cdm, sarà quindi discusso “quando il quadro generale sarà più chiaro”.
È iniziato a Palazzo Chigi, secondo quanto si apprende, il confronto tra il governo e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Usb e Federmanager sulle prospettive dell’ex Ilva, alla luce del rigetto da parte della Corte d’Appello di Milano delle istanze di sospensiva presentate dalle società in amministrazione straordinaria Ilva e Acciaierie d’Italia. Si tratta del quarto incontro a Palazzo Chigi con i sindacati dall’inizio dell’anno, dopo quelli del 5 marzo, del 28 luglio e dell’8 settembre. Dall’inizio della legislatura sono invece state venti le riunioni del tavolo riguardo la vertenza presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, oltre ai confronti svolti con gli enti locali e con le rappresentanze delle imprese e dell’indotto.
Impegno per un futuro green dell’acciaio, con forni elettrici alimentati a Dri, prosecuzione della gara per la vendita degli impianti, tutela dei lavoratori, sia delle acciaierie sia dell’indotto attraverso un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione delle attività e l’avvio dei progetti di reindustrializzazione dell’area di Taranto. Sono questi i punti della strategia del governo per l’ex Ilva che, secondo quanto si apprende, sono stati illustrati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ai sindacati durante la riunione.
“I lavoratori sono mobilitati per il blocco dei licenziamenti (dell’indotto). Noi pensiamo che nella situazione in cui siamo, la nostra proposta, quella che abbiamo avanzato al governo, fosse l’unica proposta praticabile. Ovvero quella di una società pubblica che dia continuità alla decarbonizzazione e alla garanzia della produzione e dell’occupazione”. Lo ha detto il segretario generale della Fiom Michele De Palma prima di entrare a Palazzo Chigi per l’incontro. De Palma ha specificato come “il ritardo abbia generato una situazione complessa. Ora il punto è come si salvaguardano le lavoratrici e i lavoratori e la decarbonizzazione. Ma dall’altro lato la produzione e l’occupazione, altrimenti corriamo il rischio di fermare la produzione di acciaio del nostro Paese”.
È fissata per il prossimo 20 ottobre dinanzi alle sezioni unite della Cassazione l’udienza pubblica per discutere il ricorso di Ilva in as, Acciaierie d’Italia e Adi Holding in as, la prima proprietaria e le altre gestori degli impianti, contro il decreto con cui, il 27 luglio scorso, la Corte d’Appello di Milano ha ordinato la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, entro 90 giorni, per inquinamento e danni alla salute. “In ragione degli interessi coinvolti dalla controversia, incidenti su diritti fondamentali, – si legge nel provvedimento di fissazione dell’udienza – e della portata della pronuncia impugnata, si rende necessaria una celere trattazione dei ricorsi in udienza pubblica“. Il pubblico ministero, vista la procedura accelerata “stante l’urgenza”, potrà depositare memoria entro il 5 ottobre, le parti resistenti entro il 14 ottobre, mentre i ricorrenti entro il 17 ottobre. I ricorsi propongono, complessivamente 25 motivi di impugnazione contro la decisione della Corte d’Appello nata dal procedimento promosso da un gruppo di cittadini di Taranto.
Venerdì si terrà un tavolo tecnico che si concentrerà “sulle questioni che riguardano la gestione sociale e delle questioni che sono aperte per i lavoratrici e i lavoratori dell’ex Ilva. Lo confermano i sindacati al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con il governo.
“Intendiamo dare corso positivo all’invito del governo alla sospensione dei licenziamenti nell’indotto almeno fino alla sentenza della Cassazione”. È quanto fa sapere il presidente di Aigi Nicola Convertino, l’associazione delle imprese dell’indotto dell’ex Ilva, dopo l’incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi. Per il presidente della Confederazione Aepi Mino Dinoi si tratta di “un ulteriore atto di responsabilità da parte nostra, perché comprendiamo che la situazione è difficile”. I tempi e le modalità saranno definitive nelle prossime ore.
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