Crosetto: ‘Navi italiane a Bab el-Mandeb senza aspettare l’Ue’ – Notizie – Ansa.it


Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dato indicazioni ai vertici della Difesa ‘affinché in pieno coordinamento, effettuino un’attenta valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso e predispongano un piano volto a garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb delle navi di interesse nazionale che intendano attraversarlo. Il ministro ha inoltre chiesto di verificare se l’attuale quadro giuridico consenta, qualora necessario, di richiamare sotto comando nazionale capacità delle Forze armate italiane già presenti nell’area e attualmente impiegate in altre operazioni, oppure se si renda necessaria una nuova e specifica autorizzazione del Parlamento, anche in virtù delle decisioni già adottate da alcuni Paesi alleati e partner’. Così la Marina militare in una nota.

La navi non possono aspettare la burocrazia europea: l’Italia è pronta a decidere autonomamente di scortare i mercantili del nostro Paese nello stretto di Bab el-Mandeb in Mar Rosso, nuovamente nel mirino degli Houthi dello Yemen. Con una mossa politica che punta a velocizzare il ripristino della navigazione in quel canale, il ministro della Difesa Guido Crosetto annuncia di aver “deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia Aspides a stabilire se le navi possono passare o meno”. Poi l’annuncio del titolare della Difesa dal forum sulla Risorsa Mare a La Spezia: “Probabilmente ci attiveremo in modo tale che le navi italiane possano iniziare a passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra perché ritardare i tempi in casi come quello significa ritardare l’economia, significa aggravare problemi”. Un’accelerazione che potrebbe essere interpretata come una strigliata ai rappresentanti dell’Unione nella Commissione, se non uno strappo con la missione Ue in cui l’Italia, così come la Grecia, è l’unica ad aver impiegato una propria fregata.


La fregata Bergamini è in queste ore ferma nel porto di Gibuti ma ha di fronte a se all’orizzonte almeno una decina i mercantili con bandiera o armatore italiano che chiedono di poter passare scortate: dall’inizio dell’estate ci sono ancora oltre 1.200 navi al mese che attraversano lo stretto di Bab el Mandeb, con un aumento del 28% di navi e del 43% di tonnellaggio rispetto all’estate 2025 ma con volumi di traffico del 39% sotto i livelli precrisi. Negli ultimi giorni le navi sarebbero di media 27 al giorno. I tempi per la partenza della nave missilistica italiana non sono ancora stati decisi ma l’operazione annunciata sarebbe ritenuta tecnicamente possibile: la fregata è italiana e, ammainando la bandiera europea della missione Aspides, avrebbe la possibilità di sfilarsi, ma solo temporaneamente, da qualsiasi direttiva dell’operazione per il tempo di scortare la navi del nostro Paese che lo richiedono.
“Non decido adesso quante navi militari saranno inviate per garantire la navigazione. È una situazione di questi giorni, valuteremo con il governo e con il Parlamento cosa sarà necessario fare, l’importante è ripristinare i traffici, quindi si tratta di navi che, se mandiamo, mandiamo a protezione delle navi mercantili”.
In particolare, la decisione del governo di impiegare a Bebel el-Mandeb eventualmente anche un’altra nave missilistica (per arrivare allo stretto servirebbero circa due settimane) rappresenterebbe più che un passaggio necessario, un gesto politico, visto che il nuovo decreto missioni già permetterebbe l’invio. Ma nulla è ancora deciso proprio perché le carte in tavola potrebbero cambiare a breve: gli Houthi avrebbero garantito agli Usa di avere come bersaglio solo i mezzi navali sauditi e per questo non si può escludere che l’Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, possa fornire nuove direttive tecnico politiche anche se l’ultima decisione spetterà poi all’attuale comandante della missione, l’ammiraglio greco Gryparis. La fregata Bergamini intanto resta ferma a Gibuti, dove in porto ci sono anche i cacciamine, in attesa che plachino i venti di guerra sul versante di Hormuz. Nel Corno d’Africa si trova anche sulla terraferma un contingente di un centinaio di nostri militari.
“Il Gibuti adesso non viene toccato da quello che stanno facendo gli Houthi, mi interessa ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb”, ribadisce Crosetto, che ricorda: “quando una rotta marittima viene interrotta, le merci arrivano in ritardo, i costi aumentano e crescono i prezzi per famiglie e imprese. E ogni crisi economica colpisce soprattutto le persone più fragili, mettendo a rischio la coesione sociale e la stabilità del Paese. Difendere la libertà di navigazione significa anche difendere i cavi attraverso cui transitano dati, collegamenti energetici e infrastrutture essenziali”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link