Donald Trump ha firmato la legge che autorizza sanzioni contro la Russia, approvata questa settimana dal Congresso. “Grazie America!” è stata la reazione di Volodymyr Zelensky. Ma Kiev chiede ora nuovi aiuti finanziari ai Paesi amici, in primo luogo quelli della Ue, per far fronte ad un deficit che il presidente ucraino ha definito “cosmico”. Alla riunione informale dell’Ecofin a Dublino, il ministro delle Finanze Sergii Marchenko ha parlato di 32,6 miliardi di dollari per il bilancio del 2027, che si sommano ai 27 miliardi necessari per coprire il buco nelle spese militari per quest’anno, secondo il ministro della Difesa Yevgeny Khmara.
Nei seggi sparsi sugli undici fusi orari della Russia, intanto, si è svolta la seconda giornata di votazioni per il rinnovo della Duma, la camera bassa del Parlamento. A Mosca il sistema elettorale è stato preso di mira da “un attacco molto potente” da parte di hacker, secondo la presidente della Commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova. Ma “il sistema di sicurezza permette di continuare ininterrottamente le operazioni”, ha aggiunto.
Mentre il ministero dello Sviluppo digitale ha riferito di un atto di sabotaggio con il “danneggiamento deliberato di una linea di comunicazioni a fibra ottica” che ha provocato interruzioni nel voto nell’Estremo Oriente russo. Le regioni di Sakhalin e Magadan, il territorio della Kamchatka e il distretto autonomo di Chukotka sono stati colpiti, ma “le conseguenze sono state prontamente eliminate” e ora “il voto continua normalmente”, ha aggiunto il ministero. Secondo la Commissione elettorale centrale, oltre il 40% degli elettori hanno finora votato, ai seggi oppure online, mentre nelle precedenti elezioni per la Duma, cinque anni fa, l’affluenza finale era stata del 51.7%.
Le operazioni di voto si chiuderanno domenica. A Mosca i seggi chiuderanno alle 20 ora locale (le 19 in Italia). Le elezioni si svolgono mentre proseguono i bombardamenti reciproci. Il ministero della Difesa russo ha affermato che le forze russe hanno colpito quattro centri logistici per la consegna di materiali militari, uno nella regione di Kiev, uno in quella di Kharkiv e due in quella di Odessa. Bombardate anche, secondo il ministero, quattro navi che trasportavano materiali militari o carburanti per le forze armate: due nel porto di Chornomorsk e due in navigazione nel Mar Nero al largo di Odessa.
Lo Stato maggiore ucraino ha invece riferito di attacchi compiuti su postazioni di controllo di droni, un campo di addestramento e strutture di supporto delle truppe russe nei territori occupati delle regioni di Donetsk e Zaporizhzhia. Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha fatto sapere che nella mattinata di sabato dieci droni ucraini sono stati abbattuti mentre volavano verso la capitale.
La decisione di Trump di dare il via libera alle sanzioni – o meglio, alla possibilità di imporre sanzioni – a Mosca sembra in contraddizione con quanto riferito da fonti citate dal New York Times venerdì, secondo le quali la Casa Bianca sta valutando la possibilità di firmare accordi economici con la Russia prima della fine della guerra in Ucraina. Ma alcuni osservatori fanno notare che la legge firmata dal presidente americano, proposta a suo tempo dal senatore Lindsey Graham, improvvisamente scomparso nel luglio scorso, può tornare utile soprattutto come strumento nelle guerre dei dazi di Trump, conferendogli il potere di imporre tariffe fino al 100% ai principali acquirenti di petrolio e gas russi, in primis Cina e India.
“Ringrazio il presidente Trump per aver firmato questa legge di fondamentale importanza”, ha scritto Zelensky su X, aggiungendo che “il modo migliore per onorare la memoria di Lindsey (Graham) sarà attuare pienamente e rapidamente le disposizioni di questa legge”. Intanto, un rapporto dell’Intelligence Usa citato dal New York Times afferma che la Russia sta attuando una campagna clandestine di disinformazione online negli Stati Uniti con l’obiettivo di creare il caos alle elezioni di metà mandato di novembre. Sul fronte europeo i media britannici denunciano invece che droni non autorizzati prendono di mira le basi militari britanniche quasi ogni giorno: 340 i casi segnalati da The Independent, che però non attribuisce nessuna potenziale responsabilità.
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