Stellantis, nuova cassa a Mirafiori, pesano crisi del mercato e caro-energia – Aziende – Ansa.it


Torna la cassa integrazione nello stabilimento Stellantis di Mirafiori. Dopo le continue interruzioni produttive delle Carrozzerie, si fermeranno per due settimane, dal 19 al 30 ottobre, mille lavoratori della linea della Fiat 500 elettrica e ibrida. “Siamo di fronte a una situazione complessa nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno”, spiega l’azienda che non ricorreva alla cassa integrazione nella fabbrica di Torino dallo scorso febbraio. Stellantis ricorda che il piano per l’Italia è ambizioso, ma i costi sono alti, e che per Mirafiori il miglioramento della competitività passa da una riduzione del costo dell’energia. Agli azionisti della holding Exor il presidente di Stellantis John Elkann parla di “primi segnali incoraggianti” del nuovo piano presentato a maggio a Detroit. Una situazione complessa che non riguarda soltanto l’azienda guidata da Antonio Filosa.

Le preoccupazioni riguardano tutti i grandi gruppi automobilistici europei a partire da Volkswagen che potrebbe decidere di mettere in vendita la Ducati. Venerdì il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso, che lunedì ha visitato la fabbrica di Borgo Panigale, incontrerà in videoconferenza i vertici di Volkswagen. Il ministro ha assicurato che verranno usati “tutti gli strumenti a disposizione” e non ha escluso “l’uso del golden power” se davvero i tedeschi decidessero di vendere l’azienda di moto. Le difficoltà per Stellantis sono evidenti. Il gruppo sottolinea che, nonostante le difficoltà, ha messo in sicurezza e rilanciato, uno dopo l’altro tutti i suoi stabilimenti, a partire da Mirafiori. “Alla fine dello scorso anno – ricorda – abbiamo portato la nuova 500 ibrida che ha già consentito di aumentare significativamente la produzione. Nel solo primo semestre di quest’anno abbiamo prodotto più auto che in tutto il 2025”.

Per i sindacati, però, il ritorno della cassa integrazione a Mirafiori – una costante per diciannove anni – è un segnale preoccupante ed è la conferma che è necessario un secondo modello da affiancare alla 500 ibrida. “Uno stop produttivo che rischia di essere il primo di una lunga serie mettendo anche a rischio la conferma dei 400 ragazzi interinali che lavorano in Carrozzeria” commenta la Fiom. “E’ fondamentale che l’azienda agisca con decisione sul piano della strategia commerciale per sostenere e rafforzare la domanda sia sulla 500 elettrica che sulla versione ibrida” sottolinea la Fim. “E’ la prova di quanto sia ancora dura la crisi da attraversare e della necessità di allocare nello stabilimento torinese la produzione di un secondo modello, per poter arrivare a una stabile saturazione” afferma la Uilm. Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte, chiede a Stellantis “se non è in grado di saturare gli impianti, di metterli a disposizione di chi può portare produzione e ricchezza”.

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